VENITE! Proposta ragazzi

Il difficile tempo che i nostri ragazzi hanno vissuto per oltre due anni, ha fatto emergere in loro un’agitazione, un’angoscia, una rabbia, una noia che le piattaforme virtuali, seppur ricche di serie tv, film e musica per tutti i gusti, non riescono più a contenere, a calmare e a dare una risposta ai tanti punti interrogativi che uno si porta dentro.

Un malessere che, nel profondo, nasconde il diritto di vivere una propria vita, il diritto di ripartire, di ricominciare, di voler vivere un tempo diverso, nuovo, creativo, libero di esprimere affetti, gesti, sogni o semplicemente un sorriso senza barriere.

Un disagio che si esprime in svariati modi: chi ascolta la musica a tutto volume rimbalzante tra le vie, chi organizza una rissa in piena notte e la conclude con una pacifica stretta di mano, chi prende a calci bici o segnali stradali, oppure chi litiga insistentemente per la poca fiducia offerta e ricevuta. Il tutto per sentirsi vivi, desiderosi di relazioni di amicizia, di affetto. Perché, alla fine. l’alcol o qualche altro sballo non basta a riempiere questo disagio.

Non possiamo nascondere a noi stessi le tante domande relative ai nostri ragazzi, ai loro percorsi in Parrocchia, nella catechesi e nelle diverse proposte. Chiediamoci: Quale provocazione sta lanciando questo tempo alla nostra Chiesa? Perché, tra i tanti muri o scalini delle nostre parrocchie e anche in una piccola città come Oristano, questi luoghi, quelli delle chiese sono sempre i più frequentati e abitati? Cosa frena dall’entrare in chiesa? Quale timore da vincere? Come accendere la curiosità per uno spazio di Vita che cerca, fin dal suo Fondatore (Gesù), di essere prossimo all’umanità e alle sue domande? Quale bellezza potrebbe affascinare per superare la soglia? Il Progetto che la Parrocchia sta elaborando, tiene conto delle proposte che la stessa diocesi intende fare ai nostri ragazzi, e vorrebbe invitare i nostri ragazzi ad avanzare, ad andare oltre i piccoli grandi traguardi della loro crescita

Non ci accompagna nessuna illusione, ma solo la certezza che Dio, seguirà sempre il cammino di chi fa spazio nel proprio cuore alla sua presenza.

Se questa proposta rappresenta un ‘opportunità per i ragazzi, forse, per noi è una chance per trovare il coraggio per sperimentare uno stile creativo andando sulla porta, accettando di abitare gli scalini e la strada, dove i ragazzi stazionano.  lasciando la sicurezza di uno stile di fede abitudinario dentro le “mura” per aiutare a riscoprire il fascino “di” e “per” Gesù da cui loro stessi sono stati attratti.

Una mistica poetessa, Madeleine Delbrêl, vissuta in Francia agli inizi del secolo scorso ha scritto in modo forse provocatorio: «rivivere il Cristo in mezzo ad un mondo scristianizzato» e così comprendere come Gesù ci abbia «scelti per stare in uno strano equilibrio, un equilibrio che può stabilirsi e mantenersi solo in movimento, solo in uno slancio. Un po’ come una bicicletta che non si regge senza girare, una bicicletta che resta appoggiata contro un muro finché qualcuno non l’inforca per farla correre veloce sulla strada».

I nostri ragazzi, dopo la Cresima, seduti sugli scalini della nostra chiesa e negli angoli delle nostre piazze, sono potenziali uomini e donne, da soli, non sono in grado di reggersi e che attendono qualcuno che li faccia alzare e li incoraggi a varcare la soglia per sperimentare la bellezza e la forza di una fede a servizio della vita.