Nella grata memoria di Lucia Perria nel 10° anniversario della sua morte

Venite, benedetti del Padre mio,
ricevete in eredità il regno
preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere;
ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato,
carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno:
Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato
e ti abbiamo dato da mangiare, assetato

e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato,
o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere
e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico:
ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo
di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Mt 25,34 

Sabato 21 marzo  2016, ricorre il 10° anniversario della morte di Lucia Perria.

Insieme al gruppo della Caritas, si è riflettuto sull’eredità spirituale del suo servizio in Parrocchia, sulla lungimiranza intellettuale e spirituale che ha caratterizzato il suo servizio in seno al Consiglio Pastorale e come Responsabile della Caritas parrocchiale.

Non ho avuto modo di conoscerla personalmente, ma il riferimento indiretto alla sua persona e al suo operato, grazie alla testimonianza di chi l’ha conosciuta, mi ha aiutato a considerare il suo carisma e il suo prezioso apporto come donna, come credente e come figlia di questa Comunità. Lucia amava la sua Comunità.

Facciamo grata memoria a Dio, insieme ai familiari e agli amici che l’anno conosciuta, apprezzata e che, in questa occasione, ne ricordano con gratitudine i tratti delle relazioni vissute con garbo, equilibrio sincerità d’intenti con tutti.

La sua prematura morte, appena compiuti i 60 anni di vita, a seguito di un male incurabile, sopportato con grandissima dignità e forza, ci porta a considerare, dopo 10 anni dalla sua scomparsa, come il valore della vita non è mai direttamente proporzionale al tempo che si vive ma alla capacità di dare vita agli anni che ci sono concessi come dono.

Lucia ha vissuto intensamente il tempo della sua esistenza, con un chiaro progetto di vita. Dotata di una straordinaria sensibilità che l’aveva portata a maturare uno sguardo sempre più decentrato da sé stessa e orientato verso i bisognosi della Comunità, coloro che lei stessa soccorreva in prima persona nella discrezione più assoluta e collaborando ad arginare quel modo di pensare che Papa Franceso ha definito con parole chiare ‘la cultura dello scarto’.

La sua esistenza è stata caratterizzata da prove e sofferenze di diversa natura: la prematura morte della mamma Iolanda Murgia, la tragica scomparsa del marito Alessandro Salvietti, a causa di un tragico incidente e, dopo qualche anno, dalla terribile diagnosi del cancro, sopportato con dignità e fede.
Il suo carattere forte, determinato e deciso, ha fatto di lei una figura singolare e coerente nelle sue convinzioni e principi. La sua professione di insegnante di economia aziendale presso il “Tecnico Lorenzo Mossa,” esercitata con passione e come missione, l’ha resa un punto di rifermento per studenti e colleghi.

Per il suo carattere diretto e schietto, era facile scontrarsi con lei ma diventava occasione per maturare una relazione. Donna diretta ed elegante amava la vita nelle sue manifestazioni più profonde, capace di mettere insieme l’importanza della forma con la sostanza della realtà.

Nel 2007 con apposito atto, Lucia ha fatto dono alla Parrocchia dello stabile sito in Via Roma, a condizione che fosse destinato alla cura e all’assistenza dei poveri della Comunità. Grazie a lei, la Caritas ha fatto un salto di qualità nell’organizzazione del suo servizio esercitato da tutti i volontari con discrezione e generosità.
La Parrocchia vuole non solo rispettare questo desiderio di Lucia, ma valorizzarlo come realtà significativa non solo per la Parrocchia ma per tutta la Comunità di Marrubiu. Attualmente questi locali sono chiusi perché fatiscenti e necessitano di urgenti interventi di riqualificazione. La Parrocchia, nella memoria di Lucia, sta elaborando un progetto di assistenza diurna per gli anziani della Comunità, come luogo di ritrovo e di supporto morale e spirituale.
Il servizio della Caritas nonostante l’immobile sia chiuso, prosegue, con costanza, grazie a quel seme che lentamente cresce e che Lucia, con tutta la sua vita, insieme a tante persone benedette che hanno collaborato con lei, ha voluto seminare nel terreno benedetto della nostra Comunità. 

Sabato 21 marzo, nel decennale della sua morte, alle ore 17.30 l’abbiamo ricordata e offerto la celebrazione dell’eucarestia in suo suffragio..

Il suo ricordo sia di benedizione per tutti noi.
Amen

don Alessandro e il gruppo Caritas