CEI: giornata di digiuno e preghera. La cena povera e la nostra preghiera

Venerdì 13 marzo 2026, subito dopo la Via Crucis, alle ore 19.45 circa, nel nostro cammino in preparazione alla pasqua, la Parrocchia vuole proporre la cena povera aperta a tutti.
Per tale data la CEI chiede a tutte le comunità di condividere una giornata di preghiera e di digiuno. Ciascuno potrà accogliere liberamente questo invito per vivere, in questo tempo drammatico caratterizzato da diverse guerre che minacciano gli equilibri internazionali. La cena avverrà nel contesto del nostro incontraci con semplicità, dopo aver letto una riflessione e condiviso una preghiera. In tal modo vivremo una forma di comunione con tutta la Chiesa.

La cene povera: di cosa si tratta?

La cena povera nasce col desiderio di condividere insieme il digiuno quaresimale e l’elemosina e provare ad adeguarsi, come Comunità, seppur in una forma occasionale ai “poveri del mondo”, mangiare come loro e quindi cercare di essere loro vicini almeno una volta l’anno, durante la “cena povera”.

Il contributo libero e anonimo che si raccoglieva durante la cena sarà destinato per le opere di carità che la parrocchia sostiene in varie forme.

In diverse Comunità, in questi ultimi anni, questa proposta viene chiamata con un altro nome; sempre meno si parla di cena povera e sempre più di “cena di condivisione”, il cui scopo è quello di rafforzare la conoscenza e le relazioni alla luce della fede. E’ quindi un modo per conoscerci, confrontarci su uno o due aspetti del nostro cammino verso la Pasqua.

Non è richiesta nessuna adesione. ma chi vorrà partecipare, potrà venire in oratorio nell’orario indicato.

COMUNICATO DELLA CEI

L’escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili. Unendo la propria voce a quella di Papa Leone che ha chiesto di “fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. L’invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali affinché chiedano al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso.

La Presidenza della CEI ribadisce, ancora una volta, che la guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune.

In questo drammatico momento, come affermato nella Nota Educare a una pace disarmata e disarmante, “il grido delle vittime giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente; le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno rafforzato”. Un impegno corale e consapevole che deve tradursi in gesti di prossimità e di preghiera quotidiana.

La Giornata del 13 marzo vuole essere un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte. Per questo, l’Ufficio Liturgico Nazionale ha offerto alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la Via Crucis e il digiuno. In particolare, si pregherà perché “si apra presto un cammino di pace stabile e duratura” e perché “quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio”.