“Il sogno di Giuseppe”. Ritiro d’avvento per il gruppo ‘Maria’

Domenica 21 dicembre, 4^ di avvento, il gurppo ‘Maria’ sarà impegnato con una giornata di ritiro in preparazione al natale.

La proposta sarà tutta incentrata su Giuseppe, lo sposo di Maria, i cui vangeli, di quest’uomo, non riportano neppure una parola, Ringraziamo fin d’ora le famiglie per la disponibilità nei diversi aspetti pratici del ritiro e chiediamo a tutta la Comunità il ricordo per questo gruppo che, nella prossima primavera, parteciperà per la prima volta, alla mensa dell’Eucarestia, con la Festa di Prima Comunione.

Il programma della giornata è il seguente:

ore 10:00 accoglienza in Parrocchia

ore 10:30 Eucaristia nella IV Domenica d’ Avvento.

ore 11:30 animazione da da parte del gruppo dei ragazzi più grandi

ore 12:30 attività di servizio

ore 13:00 pranzo

ore 14:00 attività di servizio.

ore 14:30/16:15 Laboratorio “Il sogno di Giuseppe” ispirato al Vangelo Mt 1, 18-25.

ore 16:30 Incontriamo Gesù: preghiera di adorazione eucaristica.

ore 16.45: conclusione.

Valeria e Ilenia

Giuseppe del Nuovo Testamento, il marito di Maria, non scherza in quanto a sogni. Di lui si sa poco o nulla, solamente che era carpentiere e che viveva in un piccolo villaggio in Terra d’Israele. Era fidanzato e aspettava di sposarsi con una giovinetta del suo paese, Maria. La notizia che lei gli diede, lo stese. Come se gli fosse passato addosso un carro trainato da sei buoi. Lei era incinta. Ovviamente non di lui.

Come scrive il Vangelo, nel linguaggio semitico così colorito e profondo, loro due non si erano ancora “conosciuti”. Che fece Giuseppe? Ci pensò su, trafitto da pensieri taglienti come frecce nel petto: ma come è stato possibile? Maria, proprio lei? E che storie mi racconta, di un angelo? Decise di lasciarla in segreto, per non esporla al disonore, o a guai ancora peggiori. Ma come ogni persona saggia, prima di correre da lei e dirle la sua risoluzione, che fece? Ci dormì su! Non prendere mai decisioni quando sei tormentato, lascia che la tua anima ci lavori su, gli avrebbe detto un buon psicologo, se allora ce ne fossero stati.

Giuseppe ci dormì su. E sognò. Sognò un angelo che gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”. Alle volte ci sono sogni che vengono così, perché hai digerito male o sei agitato. Non valgono nulla. Ma alle volte ti svegli e sai che hai fatto un sogno che porta un messaggio inequivocabile. Lo sai, e basta.

Secoli dopo, Tommaso d’Aquino scriverà che i sogni possono essere di varia natura, ma che ce ne sono alcuni che sono «riferibili a Dio, che rivela certe cose agli uomini in sogno per mezzo degli angeli». Giuseppe credette al sogno. E sposò Maria. Fece un grande affare lui, ma anche  lei, e il piccolo Gesù che nacque, che ebbe un tale padre. E fu un affare anche per tutti quelli che vennero dopo, che videro, nella famiglia di Nazareth, un modello di amore tra sposo e sposa, tra genitori e figlio. Se non avesse saputo che quel sogno era vero, la storia del mondo avrebbe preso un altro corso.

Giuseppe fece poi un altro sogno. Sognò di nuovo un angelo che lo avvertì di fuggire per proteggere il bambino da Erode, che voleva ucciderlo. Anche questa volta, Giuseppe sa che il sogno è vero. Ne riconosce la qualità. Si alza nella notte, prende con sé Maria, Gesù e asino, e parte per un viaggio lungo e faticoso, verso l’Egitto. Se Giuseppe non avesse creduto al sogno, il piccolo Gesù sarebbe stato uno degli innocenti sconosciuti, senza nome, uccisi dalla furia omicida di Erode. La storia avrebbe preso un altro corso.