
Teca in legno intagliato
DESCRIZIONE DELL’OPERA
STATO DI CONSERVAZIONE
RESTAURO ESEGUITO
RELAZIONE TECNICA DI RESTAURO FINALE
OGGETTO: teca in legno intagliato DATAZIONE/EPOCA: primi anni del XX secolo MATERIALI/TECNICHE: legno intagliato e smalto DIMENSIONI: h. cm 180 circa
AUTORE/ ATTRIBUZIONE: bottega sarda
DESCRIZIONE:
Il manufatto consiste in una teca in legno intagliato e dipinto, rappresenta un esempio di arte sacra locale in cui si fondono tradizione, devozione e maestria artigianale.
Realizzata a mano da un artigiano del luogo, la teca è adornata da motivi fitomorfi che decorano integralmente la struttura.
Gli elementi decorativi si sposano con una colorazione azzurra, presente sia all’interno che nella cupola, spesso associata alla volta celeste, molto comune nei simulacri della Vergine Maria.
Le dorature presenti hanno, probabilmente, lo scopo di far risaltare i dettagli intagliati oltre a conferire preziosità al manufatto.
La presenza di quattro vetrine, una delle quali apribile tramite cerniere, consente di accedere facilmente all’interno della teca.
Questo permette ai fedeli di cambiare le vesti della statua o di eseguire la manutenzione ordinaria, preservando così l’opera al suo interno.
La copertura a cupola non è solo un elemento decorativo, ma aggiunge un senso di solennità e sacralità alla teca, evocando la struttura delle piccole cupole che sovrastano molti edifici sacri. La scelta del colore azzurro per la cupola e l’interno della teca non deve essere stata casuale: nella tradizione cristiana, infatti, l’azzurro è spesso associato al cielo e alla Vergine Maria, conferendo all’opera un’aura di spiritualità e purezza.
Questo tipo di manufatto riflette la profonda devozione delle comunità locali, che attraverso la commissione di opere d’arte ad artigiani locali, non solo alimentavano la loro fede, ma contribuivano anche alla perpetuazione di tradizioni artistiche e culturali radicate nel territorio. La teca rappresenta così un ponte tra fede e arte, tra spiritualità e creatività, incarnando la maestria dell’artigianato sacro e il fervore religioso delle comunità che l’hanno custodita nel tempo.
STATO DI CONSERVAZIONE
La struttura versava in un avanzato stato di degrado conservativo, aggravato da un significativo cedimento strutturale riconducibile, in larga misura, all’alterazione apportata alla parte inferiore della teca.
Quest’ultima era stata modificata per permettere l’inserimento di robuste aste in legno, funzionali al trasporto a spalla del manufatto durante processioni o spostamenti rituali.
Tale intervento, non eseguito secondo criteri conservativi, aveva compromesso in modo sostanziale l’equilibrio statico dell’intera struttura, determinando una progressiva instabilità che si era manifestata con la comparsa di numerose fessurazioni, crepe profonde e distacchi in più punti della carpenteria lignea.
Ulteriori criticità strutturali interessavano il basamento, i cui elementi lignei si presentavano indeboliti e in parte compromessi a causa di un’estesa infestazione da insetti xilofagi, i cui danni si erano protratti nel tempo senza adeguati interventi di disinfestazione o consolidamento.
Interventi decorativi successivi avevano ulteriormente compromesso l’aspetto originario del manufatto. L’intera superficie scolpita, un tempo presumibilmente caratterizzata da finiture sobrie e raffinate, era stata ricoperta da strati sovrapposti di pittura marrone e porporina dorata, materiali applicati in modo grossolano che avevano oscurato la finezza dell’intaglio ligneo e alterato la lettura estetica e storica dell’opera.
Anche le superfici interne, comprese la cupola e le pareti laterali, risultavano rivestite da uno smalto azzurro brillante, dalla finitura lucida e artificiale, la cui tonalità e trattamento risultavano dissonanti rispetto all’impianto decorativo originario e generalmente considerati poco armonici e inadatti da un punto di vista estetico e stilistico.
INTERVENTO DI RESTAURO
PREMESSA
La scelta dei prodotti, dei materiali e delle attrezzature impiegati per l’intervento di restauro è stata preceduta da una fase di test diretti sul manufatto.
Tutte le soluzioni operative adottate sono state accuratamente documentate, esplicitate e concordate con la Direzione Lavori (D.L.), che ha supervisionato ogni fase dell’intervento al fine di garantire il rispetto dei criteri metodologici e deontologici della disciplina del restauro.
ELENCO DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO E RELATIVA CRONOLOGIA
- Velinatura e imballaggio protettivo per il trasporto in laboratorio
- Disinfestazione in atmosfera controllata
- Consolidamento strutturale degli elementi lignei indeboliti
- Consolidamento del materiale pittorico decoeso
- Rimozione di ridipinture e pulitura della pellicola pittorica originale
- Ricostruzione delle parti lignee mancanti
- Stuccatura delle lacune nella materia pittorica
- Reintegrazione pittorica differenziata
- Verniciatura protettiva finale
- Documentazione fotografica dell’intero processo
DESCRIZIONE SINTETICA DELLE OPERAZIONI ESEGUITE
1. OPERAZIONI PRELIMINARI DI MESSA IN SICUREZZA E SMONTAGGIO
Nelle fasi iniziali si è intervenuti laddove le superfici o gli elementi decorativi presentavano rischi di distacco.
Si è realizzata una velinatura temporanea utilizzando carta giapponese a grammatura media (non soggetta a contrazione e con buona capacità assorbente) e colla animale, così da stabilizzare in modo reversibile le porzioni più fragili.
In seguito, l’opera è stata imballata con materiali protettivi antiurto (strati in poliuretano espanso, cartone alveolare, film plastico accoppiato) al fine di garantire la totale sicurezza durante il trasporto in laboratorio, evitando qualsiasi tipo di stress meccanico.
2. PULITURA DELLE SUPERFICI
Una volta in laboratorio, si è proceduto con una spolveratura delicata mediante pennelli a setole morbide e microaspirazione.
Successivamente, si sono effettuati tasselli di prova in più punti, utilizzando diverse miste di solventi in gel per definire il metodo di pulitura più idoneo, valutando tempi di applicazione, grado di efficacia e sicurezza per il substrato originale.
In corrispondenza della cupola, dove lo strato di smalto lucido azzurro risultava particolarmente tenace, si è fatto uso di svernicianti specifici da rimuovere con solventi idonei o bisturi a lama sottile.
Ogni intervento è stato condotto a campiture limitate e controllate, al fine di garantire una pulitura selettiva e rispettosa della materia originale.
3. DISINFESTAZIONE
Il manufatto è stato sottoposto a trattamento disinfestante in atmosfera controllata, utilizzando anidride carbonica (CO₂) in ambiente anossico, all’interno di una camera ermetica, per un periodo di 20 giorni consecutivi.
Questa procedura ha permesso di eliminare nel modo più efficace possibile ogni forma di infestazione xilofaga, senza alcun impatto sulla stabilità dei materiali costitutivi.
4. CONSOLIDAMENTO LIGNEO
Per restituire coesione strutturale alle parti lignee indebolite si è applicato un consolidante a base di Paraloid B72 in soluzione acetonica, somministrato sia a pennello che per iniezione profonda nei punti più compromessi.
Tale intervento ha garantito la penetrazione e l’adesione del prodotto consolidante all’interno delle fibre legnose, ripristinando resistenza meccanica e stabilità.
5. CONSOLIDAMENTO DELLA PELLICOLA PITTORICA
Le porzioni di strato pittorico decoeso sono state consolidate mediante applicazione puntuale di adesivi naturali (colla animale) e resine acriliche a bassa viscosità, veicolate in soluzione idroalcolica, in funzione della sensibilità dei materiali originali.
Il consolidamento è stato seguito da una leggera pressione localizzata con spatole di Teflon a caldo, per garantire la corretta aderenza della pellicola alla preparazione sottostante.
6. STUCCATURA E RICOSTRUZIONE DELLE PARTI MANCANTI
Le lacune minori sono state colmate con una miscela di gesso di Bologna e colla animale, lavorata a spatola e rifinita per uniformare la superficie.
Per le mancanze più estese o strutturali si è optato per l’uso di resina bicomponente (Balsite), più adatta per garantire solidità e durabilità.
Gli elementi decorativi parzialmente distaccati sono stati riadesi con resine viniliche o proteiche, mentre le parti lignee non recuperabili sono state ricostruite utilizzando legno compatibile per essenza e tessitura, sagomato manualmente secondo i profili originali (basamento).
7. REINTEGRAZIONE PITTORICA
Le superfici stuccate o ricostruite, sia interne che esterne, sono state reintegrate cromaticamente con velature ad acquerello, applicate secondo la tecnica del ritocco mimetico ma distinguibile.
Le dorature sono state ripristinate con oro in polvere per restauro.
8. PROTEZIONE FINALE
A completamento dell’intervento, la superficie è stata protetta con una vernice finale trasparente, stesa a pennello in modo uniforme.
A seguire, è stato applicato un sottile strato di cera microcristallina, lucidato a tampone, con l’obiettivo di conferire protezione ulteriore e un aspetto coerente con l’estetica originaria del manufatto.
9. RIMOZIONE VETRINE IN PLEXIGLASS (vetro acrilico)
Durante lo smontaggio delle ante per il restauro, si è constatato che le vetrine non erano in vetro, bensì in plexiglass.
Si è quindi deciso di rimuoverle, sia per alleggerire la struttura, sia per motivi estetici.
DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA





































