Regolamento del Consiglio per gli Affari Economici

PREMESSA

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici (= CPAE) trova la sua origine più immediata nella ecclesiologia che si è sviluppata in seguito al Concilio Vaticano II e cioè nella dimensione comunitaria e partecipativa di tutti i fedeli, presbiteri e laici, alla vita della Chiesa in tutte le sue dimensioni.

La Parola di Dio, l’esempio di Gesù e la tradizione apostolica e patristica, ci offrono continuamente uno stimolo ad assumere una giusta posizione spirituale e materiale nei confronti dei beni di questo mondo, se vogliamo vivere in coerenza con la fede che professiamo.

Occorre tener presente che non c’è un rapporto diretto tra l’efficacia dell’azione pastorale e i mezzi economici e le strutture utilizzate. Per questo è necessario vigilare che l’efficienza economico-organizzativa non abbia mai da appannare il primato del messaggio, e quindi occorre essere disponibili a rinunciare ad eventuali privilegi, soprattutto quando questi possono diventare un ostacolo alla credibilità della Chiesa.

Il senso di responsabilità e di corresponsabilità nella gestione dei beni, come anche la chiarezza, ossia la trasparenza e la precisione e i modi con cui viene condotta la gestione, sono valori che non possono essere disattesi; la comunità ecclesiale è chiamata a riservare la debita attenzione e ad educare alla stima ditali valori.

Un ruolo molto importante va riconosciuto ai laici nel campo specifico del «servizio dei beni economici nella Chiesa». I laici, infatti, oltre al dovere di acquistare una coscienza veramente ecclesiale che impegna a fare proprie le necessità della Chiesa, comprese quelle materiali, sono chiamati ad offrire la propria competenza ed esperienza all’amministrazione dei beni della comunità cristiana.

In un frangente storico come quello che stiamo vivendo, il coinvolgimento dei laici non è puramente funzionale, ma attestazione di fiducia e riconoscimento dei carismi che lo Spirito Santo distribuisce nella Comunità. Per quest motivo, nella scelta delle persone che formano l’attuale Caep, oltre alle segnalazioni dei parrocchiani si è tenuto conto anche delle competenze specifiche necessarie.

Non va comunque dimenticato che il contesto all’interno del quale ci si confronta è quello della fede condivisa nella Comunità. Una fede rispettosa di tutte le situazioni personali, familiari e professionali.

Natura

  • Art. 1

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici (= CPAE), costituito dal parroco in attuazione del can. 537 del Codice di Diritto Canonico, è l’organo  di collaborazione dei fedeli  con il Parroco nella vita parrocchiale, per garantire una migliore e corretta gestione comunitaria dei beni ecclesiastici.

  • Art. 2

È organismo distinto dal Consiglio pastorale parrocchiale, e opera secondo la propria competenza, fissata in questo Statuto. Infatti, mentre il CPP affronta la conduzione pastorale globale della parrocchia, il CPAE è in ausilio al sopraddetto Consiglio, per individuare e mettere in opera gli strumenti e le strutture di cui la pastorale parrocchiale necessita.

Occorre perciò che ci sia la massima collaborazione ed un ordinato coordinamento.

Per questo è opportuno che i due organismi siano collegati, in modo ordinario, mediante la

presenza di diritto di almeno un consigliere in ambedue i Consigli (la segretaria).

Finalità

  • Art. 3

Scopo specifico del CPAE è di coadiuvare il Parroco con il suo parere e con la sua opera nell’amministrazione economica della parrocchia (can. 1280), tenendo conto, sia pure nel pieno rispetto di eventuali intenzioni degli offerenti, dei fini principali dei beni ecclesiastici e cioè: l’esercizio del culto, l’onesto e dignitoso sostentamento del clero e delle persone in servizio parrocchiale, e le attività pastorali e caritative (can. 1254, par. 2).

  • Art. 4

In concreto, esso ha il compito di:

  1. curare la conservazione e manutenzione degli edifici, attrezzature, mobili, arredi e di quanto appartiene alla parrocchia, usando particolare premura per il patrimonio artistico e storico;
  • esaminare e dare il proprio parere su contratti, preventivi, piani di finanziamento e di impiego di capitali, sul movimento del personale in servizio di attività parrocchiali;
  • condividere con il Parroco l’impegno di provvedere a soddisfare alle esigenze economiche  della comunità parrocchiale,  al giusto compenso delle persone che a vario titolo sono impregnate in in attività liturgiche  e  pastorali, all’adempimento degli obblighi assicurativi e previdenziali del medesimo e di altri obblighi legislativi e fiscali dell’Ente parrocchia;
  • esaminare e firmare i bilanci preventivi e consuntivi annuali dell’amministrazione parrocchiale, copia dei quali deve essere trasmessa all’economato diocesano, entro il mese di Marzo di ogni nuovo anno;

c) farsi attento e sensibile alle esigenze dei gruppi e delle Associazioni parrocchiali, per contribuire adeguatamente al loro funzionamento a vantaggio di tutta la comunità parrocchiale.

COMPOSIZIONE

  • Art. 5

Il CPAE si compone di almeno tre membri proposti dal Parroco, dopo una conveniente consultazione all’interno del Consiglio pastorale parrocchiale, e con persone competenti in

problemi economici. I nominative vengono comunicati alla Curia Arcivescovile.

  • Art. 6

Presidente di diritto del CPAE è il Parroco o l’Amministratore parrocchiale, essendo il legale rappresentante della parrocchia a norma del can. 532.

Possono essere membri designati o cooptati, sempre con nomina dell’Ordinario diocesano, i vicari parrocchiali e i presidenti di particolari organismi esistenti in parrocchia.

  • Art. 7

Le persone designate devono avere una discreta competenza amministrativa e unire a questa, come requisiti indispensabili, integrità morale e comunione ecclesiale; non devono essere legate da parentela con il Parroco (can. 492, par. 3), e prestano il loro servizio gratuitamente.

  • Art. 8

Si considera dimissionario il Consigliere che, senza alcuna giustificazione, manchi a  tre sedute consecutive.

  • Art. 9

I Membri nominati durano in carica tre anni; possono essere riconfermati per un altro triennio, così come previsto dale norme diocesane.

COMPETENZE E FUNZIONI

  • Art. 10

I Membri hanno voto deliberativo. In esso si esprime  la collaborazione responsabile dei fedeli, richiesta dai canoni 127 e 212 paragrafo 3, per cui il Parroco deve ricercarne e ascoltarne attentamente il parere; non discostarsene, se non per seri motivi; e servirsene, ordinariamente, come valido strumento, per l’amministrazione della Parrocchia.

Il loro parere è obbligatorio, anche se non vincolante, per i bilanci annuali e per tutti gli atti di straordinaria amministrazione da sottoporre all’esame del Consiglio Diocesano per gli Affari economici, corredati dal relativo verbale, regolarmente sottoscritto.

  • Art. 11

Le riunioni, sono convocate, presiedute dirette dal Parroco o dal Vicepresidente del Caep: uno la segretaria e redigerà diligentemente i verbali.

Esse sono valide con la presenza di almeno metà più uno dei consiglieri.

  • Art.12

Ogni Membro del CPAE ha il dovere di partecipare alle riunioni, di giustificare le eventuali assenze e di compiere il suo incarico con là diligenza di un buon padre di famiglia (can. 1284).

  • Art. 13

Nelle prime riunioni il Presidente porterà a conoscenza di tutti i membri del Consiglio l’inventano completo dei beni mobili e immobili e la  reale  situazione  economico-finanziaria della parrocchia (can. 1283, par. 2). Nel caso in cui non sia redatto l’inventario parrocchiale, sarà doveroso provvedere..

  • Art. 14

I registri di contabilità sono tenuti normalmente dalla segretaria, che può farsi coadiuvare da uno dei consiglieri.

Per le pratiche amministrative prescritte dalla legge civile si consiglia di affidarsi ad  un  ufficio di consulenza esperto in materia.

  • Art. 15

I depositi in denaro, i conti correnti bancari e postali, le azioni, i titoli di credito, devono  essere sempre intestati a: Parrocchia di… rappresentata dal Parroco pro tempore N.N., e mai a persone private.

  • Art. 16

I verbali del Consiglio, redatti su apposito registro, devono portare la sottoscrizione del Parroco e della Segretaria del Consiglio stesso e debbono essere approvati nella seduta successiva. Tutti i registri e libri contabili, tutti i documenti amministrativi e i verbali del Consiglio devono essere conservati nell’Ufficio o Archivio parrocchiale e sono soggetti alla visita  canonica  a norma del Codice di Diritto Canonico (cann. 555, par. 4; 1276; 1287).

Informazioni alla comunità parrocchiale

  • Art. 17

Il CPAE presenta al Consiglio pastorale parrocchiale il bilancio consuntivo annuale e porta a conoscenza di tutta la Comunità le componenti essenziali dello stesso; inoltre dà il rendiconto dell’utilizzazione delle offerte fatte dai fedeli, e indica anche le opportune iniziative per l’incremento delle risorse necessarie per la realizzazione delle attività pastorali.

I ruoli stabiliti all’interno del Caep, sono I seguenti:

  1. don Alessandro Enna,
    • parroco/presidente e rappresentante legale; convoca il Caep e stabilisce in accordo col vicepresidente e la segretaria, i punti all’Odg.
  • Gabriele Nuscis,      

vicepresidente; in assenza del parroco. convoca il Caep e in accordo con la segretaria, stabilisce i diversi punti all’Odg;

  • Alessandra Melis,    

segretaria e delegata versamenti e prelevamenti.

  • William Marras,      

delegato ad omnia per le operazioni bancarie.

  • Alessia Marras,       

supporto segreteria e consigliere.

  • Giustina Pascalis,    

raccolta offerte, pagamenti e consigliere.

  • Gisella Onali,           

raccolta offerte, pagamenti e consigliere.

  • Agata Lombardo,    

raccolta offerte, consigliere e delegata ai versamenti e prelevamenti.

  • …………………parrocchiano da integrare

Per la raccolta delle offerte (questa settimanale) di Sant’Anna, un collaboratore di fiducia della Parrocchia, consegnerà periodicamente (una volta al mese) in Parrocchia a Marrubiu.

  • Art. 18

Per tutto quanto non contemplato nel presente regolamento si applicheranno te norme del Diritto Canonico vigente e le norme del Dirito Diocesano.

Marrubiu, 10 maggio 2024