Lectio Divina: una proposta per crescere nella fede

L’avvio di questo Anno Pastorale 2022/2023, avrà come icona biblica di riferimento la pagina del Vangelo di Matteo 22,1-14: Venite alle nozze!

Vorremmo ispirarci sempre più al Vangelo, per non correre il rischio di costruire una nostra visione di Chiesa e non quella di Gesù. Presupposto indispensabile è pertanto il riferimento costante alla Sacra Scrittura, la Parola viva di Gesù che, come una luce, illumina questo nostro tempo.

A ben guardare, la pagina evangelica di Matteo appare complessa e suscita non poche perplessità: si parla di un invito, il cui rifiuto ha conseguenze sproporzionate: servi uccisi e distruzione di città.

Ci poniamo pertanto la domanda: cosa vuol dire a noi Comunità parrocchiale questa pagina evangelica? Quali messaggi vuole offrirci per pensare un percorso in Parrocchia che sia inclusivo e insieme riflesso chiaro della presenza di Gesù in mezzo a noi? Quali decisioni assumere in questo tempo di incertezze e fragilità diffuse? Quali itinerari scegliere che possano toccare e trasformare la vita di chi, anche occasionalmente, fa riferimento alla Parrocchia? Quali cambiamenti strutturali stimola questo Vangelo?

Per questo, dopo aver introdotto la lettura personale e comunitaria di questa pagina evangelica, saremo invitati fino all’inizio dell’Avvento, ad un ascolto più attento che ci consenta non solo di capire cosa fare, ma anche di situarci nella giusta prospettiva di Dio che ci parla.

Si, noi non crediamo in un Dio muto, silenzioso e lontano, ma in un Dio che ogni giorno indirizza a noi la sua Parola e ci offre chiari messaggi della sua presenza nella nostra vita.

Ascoltare altre voci, è certamente uno stimolo. Per questo vi invito a partecipare alle Lectio Divine, che quest’anno saranno guidate da persone diverse:

  1. Giovedì 20 ottobre         ore 18.30 prof. Michele Corona (Mt 22,1-7)
  2. Giovedì 27 ottobre         ore 18.30  sr. Rita Lai (Mt 22, 8-14)
  3. Giovedì 3 novembre       ore 18.30  p. Roberto Carboni, arc. (Mt 22,1-14)
  4. Lunedì 7 novembre        ore 18.30 don Andrea Martis (Gv 2,13-22)
    II giorno triduo Santa Mariedda
  5. Giovedì 17 novembre     disinfestazione della chiesa parrocchiale
  6. Giovedì 24 novembre     ore 18.30 don Massimiliano Giorri (Mt, 24-37-44)
  7. Giovedì 1° dicembre       ore 18.30 don Enrico Porcedda (Mt 3.1-12)

Con l’inizio delle ferie forti del tempo di avvento sospenderemo la Lectio nella forma descritta per riprenderla dopo le festività natalizie giovedì 12 gennaio 2023.

E’ consigliato avere con sé il testo del Vangelo o della Bibbia. Il contesto dell’ascolto nella Lectio Divina è quello della preghiera: quindi ci disponiamo a vivere questo momento in chiesa, con cuore aperto e pronto ad accogliere la Parola.

Che cosa è la Lectio Divina?

Lectio divina significa “lettura divina” e descrive il modo di leggere la Sacra Scrittura a partire non dalla lettura ma dall’ascolto del cuore.

È un metodo che ci fa pregare, perché a pregare s’impara pregando e non parlando. È un metodo antichissimo che per secoli è andato perduto e poi è stato riscoperto nel Popolo di Dio, grazie soprattutto al Concilio.

Questo modo di pregare ci insegna ad allontanarci gradualmente dai propri schemi e aprirsi a ciò che Dio vuole dirci. Prima o poi sperimentiamo tutti che pregare stanca! Ci stanca perché ci sembra di rimanere inascoltati e spesso anche noi ci chiediamo: ma Dio esaudisce le nostre preghiere, si o no? Bonhoeffer risponde: «Dio esaudisce sempre, ma non le nostre richieste, bensì le sue promesse».

Evagrio il Pontico, un Padre della Chiesa dei primi secoli, diceva: «Non compiacerti del numero dei salmi che hai recitato: esso getta un velo sul tuo cuore. Vale di più una sola parola nell’intimità, che mille stando lontano».

Perché pregare è come voler bene. C’è sempre tempo per voler bene; se ami qualcuno, lo ami sempre, qualsiasi cosa tu stia facendo. «Il desiderio prega sempre, anche se la lingua tace. Se tu desideri sempre, tu preghi sempre» (S. Agostino). Quando uno ha Dio dentro, non occorre che stia sempre a pensarci. La donna incinta, anche se il pensiero non va in continuazione al bimbo che vive in lei, lo ama sempre, e diventa sempre più madre, ad ogni battito del cuore. Davanti a Dio non conta la quantità, ma la verità: mille anni sono come un giorno, gli spiccioli della vedova più delle offerte dei ricchi. Perché dentro c’è tutto il suo dolore, e la sua speranza.

Storia della ‘Lectio Divina’

Nel XII secolo un monaco Certosino chiamato Guigo, descrisse le tappe più importanti di questa “lettura divina”. La pratica individuale o in gruppo della lectio divina può assumere diverse forme, ma la descrizione di Guigo rimane ancora fondamentale.

Guigo scrisse che il primo gradino di questa forma di preghiera è la lectio (lettura). Questo è il momento nel quale leggiamo la Parola di Dio lentamente e attentamente, affinché essa penetri dentro di noi. Per questa forma di preghiera può essere scelto qualsiasi brano della Sacra Scrittura, possibilmente breve.

Il secondo gradino è la meditatio (meditazione). Durante questa tappa si riflette e si rimugina il testo biblico, affinché attingiamo da esso quello ciò Dio vuole darci.

Il terzo gradino è la oratio (preghiera), ed è il momento dove occorre mettere da parte il nostro modo di pensare e permettere al nostro cuore di parlare con Dio. La preghiera è qui ispirata dalla nostra riflessione sulla Parola di Dio.

L’ultima tappa della lectio è la contemplatio (contemplazione), nella quale ci abbandoniamo totalmente a parole e pensieri santi. Questo è il momento nel quale noi semplicemente riposiamo nella Parola di Dio e ascoltiamo, nel livello più profondo del nostro essere, la voce di Dio che parla dentro di noi. Mentre ascoltiamo veniamo gradualmente trasformati dal di dentro. Evidentemente, questa trasformazione avrà un effetto profondo sul nostro comportamento e, attraverso la nostra vita, testimonieremo l’autenticità della nostra preghiera. Occorre infatti applicare alla nostra vita quotidiana ciò che leggiamo nella Parola di Dio.

Queste tappe della lectio divina non sono regole fisse da seguire, ma semplicemente orientamenti su come vivere questo metodo di preghiera.  Per questo occorrono una maggiore semplicità e disposizione ad ascoltare e a non parlare. Gradualmente le parole della Sacra Scrittura riescono a liberarsi e la Parola riesce a rivelarsi davanti agli occhi del nostro cuore. Il tempo dedicato ad ogni tappa dipende dalla modalità con cui la lectio divina è condotta, individualmente oppure in gruppo. Nel caso essa sia fatta in gruppo, è evidente che sarà necessaria una struttura minima. Vi può anche essere una discussione dell’impatto della Parola di Dio nella vita quotidiana di ciascuno, ma non deve ridursi a questo. La preghiera dovrebbe tendere invece più verso il silenzio. Nel caso il gruppo si senta più portato al silenzio, si può quindi dedicare più tempo alla contemplazione.

Per molti secoli la pratica della lectio divina, in quanto metodo di preghiera della Sacra Scrittura è stata fonte di crescita nella relazione con Cristo.

Al giorno d’oggi sono molti gli individui e i gruppi che la stanno riscoprendo. La Parola di Dio è viva e operante, ed è in grado di trasformare ciascuno di noi se ci apriamo a ricevere ciò che Dio vuole darci e dirci attraverso la Parola.

Anche noi vogliamo ritrovarci insieme, ogni settimana, per aprirci ad un ascolto attivo che alimenta in noi il desiderio di Dio e la fiducia nelle sue promesse di vita.

don Alessandro