Informazioni e aggiornamenti relativi al restauro della scultura di S. Maria di Zuradili

Aggiornamenti e informazioni relative al restauro in atto della scultura lignea di Santa Maria di Zuradili

La scultura lignea policroma di Santa Maria di Zuradili, dallo scorso mese di dicembre si trova presso il Laboratorio di restauro TERRA PINTA Società Cooperativa R. L. Conservazione e Restauro Opere d’Arte di Cagliari.

La scultura, alta circa 100 cm., è stata rappresentata nell’atto di tenere Gesù bambino sul palmo della mano sinistra.

La Madonna poggia su un imponente base ottagonale, probabilmente per dare slancio alla scultura che in origine era collocata sulla nicchia dell’altare maggiore, ora inesistente.

La proposta di intervento in atto, consiste nel trattare il manufatto con  appositi prodotti  per  essere  liberato  dagli  agenti  xilofagi presenti e per essere predisposto al risanamento dei danni derivanti dal loro attacco ed alla durata nel tempo (circa due anni).

Criteri di esecuzione e requisiti dei materiali

Nella disinfestazione verranno utilizzati materiali che agiscano esclusivamente sugli agenti xilofagi senza intaccare in alcun modo la pellicola pittorica, la preparazione ed il supporto ligneo. 

Le quantità e le modalità di applicazione dei prodotti (con pennelli, a spruzzo ecc.) verranno stabilite dopo attente analisi e considerazioni sulla penetrabilità del legno e nel rispetto delle norme di sicurezza per gli addetti ed il pubblico.

Nel caso specifico si è optato per un intervento di disinfestazione del legno che verrà

effettuato con camera a gas realizzata con involucri plastici termosaldati in ambiente anossico con l’azoto vaporizzato e lasciato ad agire per circa 15 gg.

Pulitura

Consiste, dopo opportune prove, nella rimozione dalla pellicola pittorica di tutti gli imbratti  ed i depositi  incoerenti  e  dagli  strati  non  originali  (ridipinture,  ritocchi  e  stuccature inadeguati) o alterati (vernici ossidate, resine ecc.) con la finalità di restituire all’opera leggibilità e di predisporla alle operazioni di restauro successive previste.

Sarà opportuno stabilire tramite test di pulitura quale sia il solvente più adatto a rimuovere gli imbratti e strati sovrastanti l’originale, partendo dai solventi più volatili e leggeri e continuando con quelli più forti (acqua demineralizzata, alcool, acetone, trementina,  solvente nitro  ecc.), scegliendo  quelli  meno  tossici. Tali solventi dovranno garantire la  non alterazione  e  nessuna perdita della pellicola pittorica originale, anche valutandone esattamente la modalità (con pennelli, stopaccioli, spugnette, impacchi ecc.) ed il tempo di applicazione adeguato allo scopo. Se nessun solvente dovesse risultare adeguato si procederà con una pulitura meccanica con utilizzo di bisturi.

Attraverso l’intervento di pulitura sarà possibile verificare se sono state asportate parti originali della cromia, della preparazione e della struttura lignea.