
Con la pubblicazione dei calendari per tutti i gruppi di catechesi, sono ripartite le attività parrocchiali per i bambini e i ragazzi.
Ma per quelle legate ai sacramenti spesso arrivano richieste che farebbero impazzire chiunque…
Tuttavia, partendo dal presupposto che, in un contesto di una povertà di proposte e di una catechesi il più delle volte ‘obsoleta’. puntare sulla qualità delle proposte e non sul numero degli iscritti, può essere una strada percorribile e sensata.
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Rispuntano: iniziazione Cristiana, età della Cresima, mistagogie varie, percorsi “preado” e “ado”, giovani, proposte cittadine, Messa di inizio catechismo, messe dei bambini, riunioni di catechisti, ecc. Nella parrocchia dove opero non siamo ancora partiti, se non con la mistagogia (prima media), appoggiandoci all’Azione Cattolica Ragazzi del territorio. Partiremo a metà novembre, perché insieme al Consiglio Pastorale ho scelto di aspettare l’arrivo del nuovo Parroco, affinché quest’ultimo incontrasse i catechisti.
Per quanto riguarda soprattutto l’Iniziazione Cristiana ho sperimentato grande attesa dei genitori e una certa voglia di iniziare, comprovate da molte telefonate, messaggi sul cellulare e chiamate sul telefono fisso della casa vicariale; i più coraggiosi sono passati in oratorio o hanno sfruttato le attività o le festine di compleanno in parrocchia per chiedere delucidazioni. Dato positivo, certamente. Ma qualche episodio mi fa sorgere dei dubbi.
Una mamma entra in oratorio chiedendo quando inizia il “corso per fare i sacramenti” (ipsissima vox matris). Ad una coppia ho spiegato come il cammino del catecumenato preveda il coinvolgimento delle famiglie nella vita della comunità; questi genitori mi hanno guardato male e mi hanno chiesto: “Non basta l’ora della lezione per i bambini?”. Altri hanno chiesto il nulla osta per frequentare l’Iniziazione Cristiana non nella parrocchia d’appartenenza ma nella nostra. Il motivo? “Voi fate catechesi in settimana, la mia parrocchia d’origine la fa la domenica, non ci siamo mai” – e segue un elenco di impegni domenicali (tutti legittimi, ma non so se tutti necessari o della stessa importanza). Ho semplicemente risposto che dalla fase liturgica (quarto anno) o comunque dal momento della ricezione dei Sacramenti la Domenica assume un significato particolare per la famiglia. Così altri, dopo un cammino di alcuni anni, mi hanno chiesto il nulla osta per andare in altre parrocchie, in quanto “il venerdì c’è basket”. Ovviamente nulla osta concesso, ho aggiunto che Gesù c’è e ci aspetta in ogni luogo. Dal lato dei catechisti segnalo soltanto la litania del lamento della mancanza dei bambini a Messa e che ovviamente il passato era migliore! Di mistagogia e altre catechesi segnalo sostanzialmente l’indifferenza, sebbene la mistagogia veda sempre una partecipazione attiva.
Davanti a tanta confusione e a questo marasma ripropongo una mia idea precisa: stoppare la catechesi almeno per un anno e darci tempo per formarci e (ri)fissarci gli obiettivi: diplomificio di sacramenti o annuncio della Parola?
Concludo con una provocazione che prendo dal libro Dio dove sei finito di Prastaro, vescovo di Asti, il quale, in merito alla sua esperienza pastorale, scrive: «Come Vescovo celebro ogni anno molte Cresime. Sono sempre delle ottime celebrazioni e delle gioiose feste per le nostre famiglie e per le comunità parrocchiali, ma – ahimè – avverto con grande consapevolezza che quelle celebrazioni così belle segnano la fine della presenza della stragrande maggioranza dei ragazzi e delle ragazze nella comunità cristiana. Rivedremo qualcuno di loro durante le attività estive, qualcuno forse si riaffaccerà alla comunità in occasione del matrimonio, per il resto rimane per lo più il momento del grande addio […]. Penso che i cammini di iniziazione cristiana non vadano né aboliti né diluiti, ma vadano ripensati. È necessario anzitutto superare quella zona equivoca d’ombra per cui se da una parte viene richiesta una cosa (ad esempio la possibilità che il proprio figlio, un po’come da sempre si usa, possa “fare la Prima Comunione”), dall’altra viene offerto un cammino che ha tutt’altre intenzione (far crescere e maturare la fede in un cammino d’iniziazione cristiana in cui i sacramenti sono una tappa e non un fine)».
In conclusione, se le richieste non sempre sono chiare, non lo sono nemmeno le proposte…
di William Dalé

























