Buone vacanze

Spesso le
nostre giornate
si complicano

mentre le perplessità
rimangono qui.

E ci si sposta lontano
In un orizzonte
più strano

e i conti già fatti
non tornano mai.

No, il tempo
non torna più

e ieri non eri tu,
oggi chi sei?

Cos′è che cambia
 la vita in noi

quello che adesso hai
domani non lo vorrai

Fiorella Mannoia

Anche per me prete, il tempo delle ferie estive rimane un tempo irrinunciabile.
Un tempo cui non posso fare a meno perché di grande importanza per la mia umanità ma anche in relazione al mio ministero.
Ho sempre riscontrato, nelle Comunità che ho avuto l’onore e la gioia di servire, la positività percepita, anche se non da tutti, di rispondere a questo mio bisogno, al di là delle solite batture del tipo: lei si che se lo può permettere e altre ancora..

Le due settimane di vacanze, che quest’anno avrò modo di trascorrere in Calabria, sono anche il frutto e la manifestazione concreta dell’affetto dei parrocchiani che nei mesi scorsi, in occasione del mio compleanno, mi hanno regalato queste vacanze.
Ho gradito tantissimo questo dono che rimarrà impresso nel mio cuore e voglio rinnovare ancora a tutti la mia sincera gratitudine.

Vorrei però condividere con chi legge il senso profondo di un tempo (quello delle ferie o vacanze) che nel corso dell’anno va compreso nella giusta prospettiva, strettamente connessa a uno dei fattori più importanti della nostra vita: Il valore e la preziosità del tempo.
Infatti, tutti ci lamentiamo del poco tempo che abbiamo, e che vorremmo giornate non di 24 ma di 48 ore; allo stesso tempo, sfugge che la persona non è solo lavoro e impegni e doveri, ma che occorre recuperare una sana cultura dell’ozio, del saper riposare nonché saper staccare dai ritmi frenetici delle nostre giornate per recuperare una sana relazione col tempo.

Perché?

Il testo di Fiorella Mannoia mi sembra ponga in risalto che, se da una parte siamo portati a idealizzare il passato come indiscutibilmente migliore di quello attuale, evocandolo con accorati accenti di nostalgia, dall’altra, invece, si tende a sognare e a idealizzare un futuro quasi mitico o perlomeno a desiderare un tempo sospeso, immaginario, sganciato dalla realtà concreta della nostra vita.

Facciamo tutti fatica a cogliere il presente come il tempo di Dio per noi e a cogliere in esso quelle opportunità preziose da vivere nel vasto campo della nostra esistenza controversa.

Il pericolo è sempre quello della fuga e, anche le vacanze possono presentare questa immagine di fuga dal tempo presente, col rischio, alla fine, di trovarci o più insoddisfatti o più stanchi di prima.

Le vacanze, almeno per me, sono il bisogno di sapermi ritrovare e ricentrare in quella che è la verità più profonda della mia vita e il bisogno del riposo, in parallelo con le vacanze, non è una cosa facile o automatica che s’improvvisa.

C’è un’arte del riposo che è, allo stesso tempo, un modo di sapersi relazionare col tempo e, in fin dei conti, un riconoscimento della nostra fondamentale appartenenza e dei bisogni che abbiamo per vivere nella pace con noi stessi, associato, per chi crede, alla vita con Dio, alla propria vita spirituale.

Credo che l’invito a osservare il riposo sia per gli ebrei, ma anche per i cristiani, un invito a imparare l’arte di gestire il proprio tempoa rispettare il ritmo del proprio corpo, nella rimodulazione continua dei nostri affetti e, innanzitutto, delle nostre relazioni.
In ultima analisi, è un invito a saperci “regolamentare” in relazione al tempo, per saper riposare come Dio ci chiede e con Dio.

Uno dei salmi che prego spesso, a memoria, è il salmo 62 dove il riposo umano è associato alla relazione con Dio, quasi come ad un innesto: «Solo in Dio riposa l’anima mia».
Il salmista aveva ben interiorizzato questa verità esistenziale ed era giunto alla convinzione che la relazione con Dio non è fuga o alienazione da noi stessi, ma “In Dio” è l’essenza più profonda di quello che siamo senza veli e che esprimiamo concretamente nella triplice relazione con la nostra verità più profonda, con gli altri e con Dio.

Auguro a chi legge di vivere questo tempo di pausa, di vacanze, appunto, come un tempo di “ricreazione”, ovvero, come partecipazione all’opera di Dio che ci ricrea a prescindere da dove noi saremo in questo tempo estivo, non solo quando lavoriamo, ma quando, come figli, riposiamo e ci poniamo dinanzi a Lui.

Buone vacanze!

                                               don Alessandro