
È innegabile che il primato di Dio
nell’insegnamento di Gesù
sia accompagnato da un altro punto fisso:
non si può amare Dio
senza estendere il proprio amore ai poveri.
L’amore per il prossimo rappresenta
la prova tangibile dell’autenticità
dell’amore per Dio.
Papa Leone XIV (Dilexit te)
Nei giorni in cui celebreremo le Quarantore, vivremo la settimana della Carità.
Saremo invitati a esprimere, in modo concreto, la condivisione della nostra povertà nei confronti di famiglie che hanno bisogno del nostro aiuto.
Non chiudiamo il cuore a questi richiami! In questo tempo di guerra e di conseguente crisi e restrizioni economiche, la testimonianza della Carità è richiamo a riconoscere la presenza di Gesù, misteriosamente vivo e presente in mezzo a noi.
Oltre alle offerte, si propone la raccolta di viveri di prima necessità che possiamo depositare nella Madia della Carità nella cappella del Sacro Cuore.
Siamo invitati a condividere non tanto il nostro sovrappiù ma la nostra povertà!
Dare questa connotazione concreta alle Quarantore, significa rifuggire da quel spiritualismo alienante e fuorviante di una ricerca autentica della volontà di Dio per noi, oggi.
Saremo invitati ad accogliere l’offerta di Dio che è sempre la stessa: la riconciliazione profonda del cuore diviso (Preghiera), il riequilibrio delle nostre relazioni (Elemosina), la riscoperta della libertà dalle cose (Digiuno) che molto spesso non sono in nostro reale possesso, ma “ci posseggono”.
L’energia nuova di cui abbiamo bisogno, ci viene offerta da Dio non per realizzare “aggiustamenti” in superfice, ma per contrassegnare le forze disgreganti del nostro cuore e tutti i compromessi e le contraddizioni mortificanti della nostra vita. Ogni sentimento di sofferenza interiore, di sfiducia, di frustrazione, di ribellione e protesta nei confronti dei fratelli, è in fondo il segno inequivocabile di un cuore non pacificato e bisognoso di una profonda purificazione.
La Quaresima tende a questo importante obiettivo!
Il cammino verso la Pasqua ormai vicina, ci porta a fare l’esperienza di chi si lascia “cadere nella braccia del Padre” e a sperimentare quel senso di pace e di libertà che cerchiamo e che solo in Dio possiamo trovare.
Accogliete questo invito con sincera umiltà.
I forti richiami della Parola di Dio che non vogliono certamente mortificarci, ma restituirci la speranza che il rinnovamento della nostra vita personale e della nostra Comunità, sono possibili, per sua Grazia!
La presenza di padre Stefano e di diversi sacerdoti della forania che saranno presenti in Parrocchia nei giorni e negli orari indicati, saranno di grande aiuto per celebrare in maniera significativa il sacramento
Che lo Spirito susciti in ciascuno di noi una generosa risposta all’iniziativa del Padre, per una più piena esperienza della Sua presenza nella nostra vita e per una visione rinnovata della nostra Comunità, più positiva e più aperta alla speranza!
Marrubiu, 13 marzo 2026 don Alessandro

























