
Lunedì 23 giugno 2025, si è svolta un’assemblea parrocchiale per alcune comunicazioni definite e concordate col Consiglio Pastorale parrocchiale e il Consiglio per gli Affari Economici. Di seguito, la presentazione degli interventi programmati.
Da sabato 28 giugno 2025, la chiesa parrocchiale sarà chiusa per interventi di restauro, fino a giovedì 11 settembre 2025.
Gli interventi progettati sono i seguenti:
- completamento lavori di adeguamento liturgico del presbiterio;
- restauro altare della Madonna del rosario, dove sarà custodita la SS. Eucarestia;
- restauro scultura della Madonna del rosario;
- realizzazione del luogo e della sede per la celebrazione del sacramento della Penitenza.
presbiterio: lavori di adeguamento liturgico
Introduzione:
La presente relazione illustra il progetto per l’adeguamento dello spazio presbiteriale della chiesa parrocchiale in titolo, sita nella Via Chiesa all’interno del centro storico della cittadina di Marrubiu in provincia di Oristano. Detto intervento si rende necessario al fine di completare l’opera di adeguamento liturgico del bema presbiteriale, avviato anni fa con l’inserimento della nuova mensa e mai completato per ciò che concerne la realizzazione della sede e dell’ambone. Inoltre, si rende necessario predisporre, a bordo delle pareti presbiteriali, laterali e fondale, una seduta per i diversi ministri in quanto a tutt’oggi è assente un apparato di seggi fisso che sia in armonia con lo spazio cultuale. Eliminato nel corso dei passati restauri l’altare fatiscente realizzato parte in pietra e parte in mattoni crudi lo spazio presbiteriale si presenta eccessivamente spoglio e disadorno, pertanto il presente progetto mira a ricostituire dignità a detto spazio in modo da concludere l’intervento di arredo liturgico, con l’intento di assegnargli un certo decoro e un senso estetico degno del luogo. Le indicazioni per il seguente progetto sono state condivise a suo tempo a seguito di un sopralluogo ispettivo da parte della Soprintendenza per i Beni Culturali di Cagliari, nel mese di febbraio del 2018
Inquadramento territoriale
La chiesa della Beata Vergine di Montserrat si trova nel pieno centro cittadino nella via Chiesa, in un’area posta a sud ovest del nucleo storico, inquadrato dalle norme di salvaguardia del Piano Paesaggistico Regionale come centro di prima e antica formazione anche se, nel PUC Comunale ancora in adeguamento al PPR, ricade in zona B di completamento. La parrocchiale in argomento è l’erede diretta dell’antica chiesa di Santa Maria di Zuradili, situata ancora oggi in agro, in corrispondenza delle prime falde del vicino Monte Arci. Zuradili era il centro originario di Marrubiu sin dal medioevo, poi abbandonato nel corso del XVII secolo a causa di carestie e pestilenze. La fondazione della nuova chiesa data infatti, anche se non si ha un anno preciso di riferimento, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, in concomitanza con la nuova fondazione del borgo.
Descrizione dello stato di fatto
Attualmente l’area presbiteriale si presenta abbastanza spoglia di arredi fissi direttamente connessi alla funzione liturgica: vi trova posto l’attuale mensa, di recente realizzazione, e l’ambone posto, come di consueto, ai limiti della gradinata che connette il presbiterio alla navata principale. Il presbiterio come lo osserviamo oggi è nettamente differente rispetto alla conformazione che aveva in passato, come accade di consueto per le chiese che hanno subìto le trasformazioni dovute alla riforma liturgica. In passato lo spazio in esame è stato interessato, nel corso del tempo, da diverse trasformazioni: infatti, il presbiterio era interamente affrescato, sia sulla volta che sulle pareti. Tracce di questa originaria decorazione pittorica permangono solamente nella volta a botte nella quale sono particolarmente degni di menzione la colomba che squarcia le nubi con il suo fulgore (simbolo della potenza divina che discende sulla terra) e i due angeli accostati ai lati di un finestrone, appena sotto la volta, in passato velato da uno splendido arazzo decorato. Al posto della moderna mensa che oggi si staglia su un presbiterio decisamente spoglio, in passato era possibile osservare uno splendido altare in legno e marmo (separato dal transetto tramite cancelletti di marmo) distrutto negli anni ‘80 del secolo scorso a seguito dei restauri effettuati negli anni 1985 e 1987; lo spazio è stato completamente rivisitato e pesantemente rimaneggiato con una nuova pavimentazione, con l’eliminazione della balaustra, dell’altare predetto e con la cancellazione dei decori parietali arrivando, così, alla sconcertante situazione attuale, causando così un disadorno spazio celebrante; ancora oggi, per fortuna, è possibile almeno osservare al centro della parete di fondo la statua del Cristo crocefisso in legno scolpito e dipinto, realizzato da una bottega sarda nella seconda metà del 1600 i8n fase di restauro, mentre ai lati del presbiterio sono state recentemente collocate le statue della Madonna del Rimedio e di San Demetrio, che dovranno essere rimosse dalle mensole di recente realizzazione. Per il resto, il presbiterio è comunque mancante di una sede appropriata al contesto ed i fondali parietali dell’intero spazio appaiono disadorni e vuoti in contrasto con l’ancora sobriamente ricco apparato decorativo barocco della volta.
Proposta progettuale
Al fine di avviare il completamento dell’apparato liturgico presbiteriale, si propone nel presente progetto una nuova organizzazione dello spazio in argomento in funzione di un nuovo orientamento dei vari elementi di arredo: posto che nell’attuale intervento si continuerà a lasciare invariati gli arredi relativi alla nuova mensa, installata da pochi anni, e all’ambone, per i quali verrà elaborata in un secondo momento una progettualità che favorisca un linguaggio differente e più consono all’ambiente chiesastico in cui si inseriscono, l’attuale progetto verte nella proposta di inserimento di una nuova sede, collocata in posizione centrale rispetto al presbiterio e contornata da un lungo sedile che consenta la capienza giusta per la seduta dei gruppi di celebranti.
Pertanto, la presente proposta progettuale è propedeutica alla futura composizione generale del nuovo spazio presbiteriale che comprenderà, in seguito, una nuova mensa di più consono disegno e un nuovo ambone, più degni nei confronti dello spazio presbiteriale rispetto agli attuali arredi. Il presbiterio, il quale forma corpo a sé rispetto alla navata centrale ed al transetto, misura metri 5,52 di larghezza e metri 6,16 di profondità, al netto delle murature perimetrali; sulla parete del lato destro si apre una porta di collegamento con la sacrestia, di ampiezza pari a metri 0,81 e posta in corrispondenza dell’angolo con la parete fondale; la mensa si trova esattamente al centro dello spazio di celebrazione e l’ambone invece sul bordo sinistro, in corrispondenza della gradinata di accesso alla navata.
L’esigenza della Parrocchia è quella di consentire un numero sufficiente di sedute per le celebrazioni più importanti che, in diverse occasioni, porta ad avere il presbiterio decisamente frequentato da concelebranti, quali confraternite e altre personalità legate al culto. Pertanto, la proposta mira ad occupare le nude pareti attuali del presbiterio con una seduta a correre, costituita da una panca con lo specchio in pietra arenaria dello stesso tipo di quella presente nella cornice superiore del presbiterio e, in generale, di quella che compone le membrature decorative di tutto l’edificio; la seduta di detta panca sarà realizzata in legno di olmo, opportunamente modanata nei bordi, che si raccorderà con la Sede, collocata questa in posizione centrale; superiormente alla seduta/panca sarà realizzata, a correre, una testiera dello stesso legno della seduta che fascerà l’intero perimetro del presbiterio e che ripercorrerà, nelle proporzioni, la cornice superiore di attacco tra le pareti e la volta; il disegno sarà semplice e lineare e l’unico intento sarà di donare pienezza a quest’area del presbiterio così spoglia e disadorna. La sede, collocata in posizione assiale rispetto all’intero sistema, sarà costituita da elementi in pietra arenaria in leggero avanzamento rispetto alla panca perimetrale e costituiti da: una pedana in pietra arenaria, due braccioli sempre in arenaria che racchiudono la seduta in legno di olmo provvista, frontalmente, da uno specchio in pietra. L’elemento distintivo sarà lo schienale, in evidenza altimetrica rispetto al fascione in legno superiore della panca, che sarà costituito da due “ali” sagomate in pietra arenaria che contornano una fascia centrale in legno di olmo, terminante questa con una testiera ottagonale che riprende, nella sua conformazione, l’oculo della facciata della chiesa e che con esso dialoga assialmente. Tutto l’insieme è impostato al massimo dell’essenzialità e si inserisce con discrezione all’interno dello spazio presbiteriale attuale proponendo, nell’uso dei materiali, la sobrietà e il legame con la tradizione che caratterizza complessivamente il bene. Infatti, anche l’uso dei due materiali per la sede, pietra e legno, si ispira all’antico altare maggiore ormai perduto che era composto da questi due materiali, ancorché caratterizzato dalle dovute differenze di disegno e tipologia materica.
Conclusioni
La scelta dello stesso tipo di pietra che compone il resto dell’apparato decorativo dell’architettura in questione, la pietra arenaria grigio giallastra di estrazione locale, associata al legno di olmo, è dettata dal fatto che non si intende discostarsi dalle radici del luogo nonché guidata dall’intento di ridare dignità storica alla fabbrica tutta e di riallacciarsi con la tradizione, evitando ridondanze e materiali incongrui che tanto caratterizzano moderni adeguamenti liturgici. Con l’intervento sopra descritto, si ritiene di poter avviare efficacemente il tanto auspicato completamento dell’adeguamento liturgico di un presbiterio troppo a lungo trascurato.
Per una descrizione più approfondita e per ogni altro dettaglio, si rimanda agli elaborati grafici di progetto allegati alla presente relazione.
restauro altare madonna del rosario
L’altare della Madonna del Rosario fa riferimento alla stessa presenza della Confraternita La datazione dell’altare è della fine del 1600.
Gli interventi di restauro prevedono:
- Documentazione fotografica prima, durante e dopo l’intervento.
2) Pre-consolidamento delle eventuali cromie a rischio (tramite iniezioni di resine acriliche o similari).
3) Pulitura e rimozione di ridipinture esistenti e di strati oleosi (con l’utilizzo di solventi e/o tensioattivi volatili in proporzioni adeguate o di mezzi meccanici).
4) Consolidamento, del materiale lapideo (con prodotti acrilici) a mezzo di pennelli.
5) Sostituzione delle parti ammalorate con integrazioni in materiale lapideo simile a quello preesistente.
6) Stuccature di tutte le lacune, fratture e fessurazioni tramite malta di calce e sabbia modellata secondo la tipologia degli elementi decorativi originali.
7) Reintegrazione pittorica delle aree abrase o ricostruite .
8) Protezione finale di tutte gli interventi eseguiti con resine chetoniche date a pennello o nebulizzate.
9) Allestimento trabatello mobile.
10) Scheda tecnica e relazione tecnica finale.
restauro scultura madonna del rosari
Risalente agli inizi del 1800,00.
Documentazione fotografica prima, durante e dopo l’intervento.
2. Disinfestazione lignea in profondità dei parassiti (tarli, termiti, etc.) con siringhe e camera a gas.
3. Pre-consolidamento delle eventuali cromie a rischio di caduta (tramite iniezioni di Paraloid B72, o similari).
- Pulitura e rimozione di ridipinture esistenti e di strati oleosi (con l’utilizzo di solventi e/o tensioattivi volatili in proporzioni adeguate).
- Consolidamento, della struttura lignea, della preparazione, della materia pittorica (con Primal o Paraloid B72 o similari) a mezzo di pennelli e siringhe.
- Sostituzione delle parti lignee non recuperabili con integrazioni del modellato dello stesso materiale, dimensione e sagomatura del preesistente ed eventuali ricostruzioni in resina epossidica.
- Stuccature di tutte le lacune con stucco da doratori e successiva rasatura a livello, riadesione di elementi decorativi distaccati con resine viniliche, o colle proteiche.
- Reintegrazione pittorica, dell’opera a velature con colori a vernice.
- Protezione finale di tutte le opere restaurate con vernici trasparenti tipo Damar Matt, date a pennello o aerosol.
- Trasporto delle opere dalla Chiesa al laboratorio di restauro, per i lavori necessari, e successiva riconsegna.
- Scheda tecnica e Relazione finale.
luodo della sede per la celebrazione del sacramento della penitenza
“Quelli che si accostano al sacramento della Penitenza, ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a Lui e insieme si riconciliano con la Chiesa alla quale hanno inferto una ferita con il peccato” (LG 11).
La celebrazione del sacramento della Penitenza richiede un luogo specifico (penitenzieria) o una sede (confessionale) che mette in evidenza il valore del Sacramento per la sua dimensione comunitaria e per la connessione con l’aula per la celebrazione dell’Eucaristia.
Essa deve favorire la dinamica dialogica tra penitente e ministro, con il necessario riserbo richiesto dalla celebrazione in forma individuale. Realizzando questa sede si deve scegliere le soluzioni dignitose, sobrie ed accoglienti.
E’ importante anche la visibilità di questa sede. Essa diventa un richiamo costante alla misericordia del Signore, che, nel segno sacramentale, riconcilia a sé il discepolo che si converte, comunicandogli la sua pace e riaggregandolo al popolo di Dio (cf. CEI, L’adeguamento della chiese secondo la riforma liturgica, nn. 30-33).
La nostra chiesa parrocchiale attualmente è sprovvista di questo spazio adeguato, creando un disagio non solo per il ministro del sacramento, ma in particolare per il penitente.
La sede per la celebrazione del sacramento, è in fase di realizzazione nella cappella del sacro Cuore di Gesù.
copertura finanziaria degli interventi
- Contributo Regionale di euro 50.000,00, su interessamento del Consiglio per gli Affari Economici;
- Contributo di un parrocchiano di euro 25,000,00;
- Donazione di oggetti d’oro monetizzati, per un importo di euro 18,000,00
TOTALE EURO 93.000

























