Lectio Divina a cura di Nico Grillo

Mercoledì 2 aprile alle ore 18.30, nel contesto delle Quarantore, si terrà la Lectio Divina guidata da Nico Grillo, diacono permanente, di Iglesias.

Chi è Nico Grillo?

Milanese figlio di siciliani, dal 1970 a Iglesias per insegnare storia e filosofia nei licei. È stato lui il fondatore di Casa Emmaus, da 32 anni associazione di volontariato attiva nel Sulcis Igliesiente, presìdio sociale fra i più utili e innovativi in Sardegna. Una di quelle “agenzie umane” che hanno supplito ai silenzi della politica e delle istituzioni diventando un sostegno vero alle famiglie in difficoltà. Sotto il Marganai che sovrasta Iglesias, Nico Grillo voleva «costruire una casetta di poche stanze per riunirsi a leggere le Scritture, ma l’iniziativa non ebbe seguito». Occuparsi allora di tossicodipendenze e non solo? Mica è facile inseguire più vasti orizzonti. Grillo ci si butta a capofitto. Entra in contatto col Gruppo Exodus di don Antonio Mazzi. Conosce chi navigava in un mare di guai e non trovava scialuppe di alcun tipo. Lascia la cattedra per dedicarsi agli altri. C’è un piccolo edificio. Si parte. Dalla Procura di Milano, il 2 agosto 1988 arrivano Cristiano e Fabio. È necessario avere una struttura solida. La ruspa inizia a scavare il 25 aprile. Ed è doppia Liberazione. Una luce in quella zona che, smantellate le miniere, è ancora in cerca di un futuro che appare lontanissimo. E Casa Emmaus – con tutti i significati di un’antica città della Palestina – diventa «uno di quei piccoli miracoli della Grazia che, sparsi per il Paese, ci ricordano l’importanza dell’uomo, di ogni uomo» scrive Luciano Squillaci, presidente nazionale della Federazione italiana delle comunità terapeutiche.

La storia di questa Comunità è stata raccontata da Luca Mirarchi, collaboratore de L’Unione Sarda, firma fra le più sensibili e documentate su quanto si muove nel mondo della solidarietà e della cultura nell’isola. Per Alfa Editrice ha pubblicato “Nessun destino è segnato”, sottotitolo “Le storie di Casa Emmaus” (pagine 136, euro 16). L’autore ci porta dentro casa Emmaus, migranti dalla Siria o dall’Africa, racconta “i gruppi del pomeriggio”: il lunedì si parla di “dinamica”, martedì teatro, mercoledì le dipendenze, il giovedì attenzione per i nuovi arrivati, l’ambientamento, l’osservazione di regole condivise, il venerdì ancora le dipendenze con tutto ciò che comporta un problema così complesso, sabato riservato all’esame di una fotografia significativa. E la domenica? Si tirano le somme, tra “positivo e negativo” per «trarne motivi di crescita e di rinnovata consapevolezza individuale e collettiva».

Nasce “la casa di Angela” con l’apertura della Comunità a donne adulte. Altri problemi: la cura di sé e del corpo, i disturbi psichiatrici, per arrivare a «una routine giornaliera più operativa e strutturata». Fabrizia confessa di essere «l’unica responsabile dei mei fallimenti». E non è il caso di “speculare” sui traumi personali di Michele, Roberto, Andrea, Mosi che incrocia una nave umanitaria. E raccontare di Sara, Fernando, Giacomo e Simone, Andrea e Loredana. Scavando e dando completezza all’informazione, Mirarchi sa stare dietro le quinte. Dà la parola a chi non è ascoltato. Descrive i rapporti con le scuole, con chi si occupa di immigrazione. Dà la parola a Giovanna Grillo nuova direttrice, fa parlare Fernando Onnis, presidente di Casa Emmaus dal 2013 al 2020, ruolo oggi nelle mani di Marino Canzoneri dopo essere stato ricoperto da Lia Sicilia e don Diaz. Canzoneri: «Emmaus è un faro di civiltà che illumina un territorio».