Maggio: il rosario cantato in sardo

Deus ti salvit Maria
prena de grazia

su Segnori
est cun tegus.
Beneditta ses tui
intr’e totu in femminas,
e benedittu est su fruttu
de is intragnas tuas Gesus.

In questi giorni del mese di Maggio, la Comunità si sta riunendo ogni sera per la preghiera comunitaria del rosario.

Ci prepariamo alla Pentecoste contemplando il cenacolo dove tutto ha avuto inizio e dove tutto trova il suo compimento: il dono dello Spirito Santo.

Molto suggestiva è la preghiera del rosario cantato in sardo e animata dalla Confraternita in un giorno sempre diverso della settimana. Generalmente si canta il rosario solo una volta all’anno, in occasione della festa di Santa Maria di Zuradili. Si è pensato pertanto di valorizzare questa forma, anche per evitare che col tempo, questa tradizione, venga meno. Il rosario in sardo prevede la voce di due cori: le voci maschili e quelle femminili. Sentire la preghiera cantata anche dalle voci maschili, è come se l’edificio spirituale della chiesa parrocchiale vibrasse di una forza nuova, capace di invocare la Vergine con coraggio e con la fierezza della propria fede.

La risposta delle voci femminili, alternata alle voci maschili, fa percepire la bellezza della diversità e della complementarietà, davvero manifestazione dell’invisibile e dell’indicibile.