
Gli ultimi giorni del ministero di don Alessandro in Parrocchia sono stati caratterizzati da tre importanti appuntamenti:
- Il rinnovo degli impegni della Confraternita della Madonna del Rosario. La confraternita una presenza significativa che contribuisce a rendere forte il tessuto comunitario. A loro la gratitudine e l’affetto da parte dell’intera Comunità parrocchiale
- L’istituzione di due nuove Ministre Straordinarie della Comunione: Anna Maria Murgia e Anna Rita Deidda. Lo Spirito Santo è sostegno e forza davanti alla debolezza e povertà dell’uomo. Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza e suscita il volere e l’operare secondo i disegni di Dio.
- La celebrazione di saluto e il congedo di don Alessandro giovedì 8 ottobre 2026 vissuta con intensità da parte dei presenti. In allegato il ringraziamento alla Comunità e una sintesi del servizio di don Alessandro alla Comunità parrocchiale insieme.
Ringraziamento e saluto di don Alessandro
a conclusione della celebrazione
Giunto a conclusione di questa Eucarestia, vi rinnovo ancora la mia gratitudine sincera.
Nove anni rappresentano un ciclo significativo nella vita di una parrocchia e nella vita umana e spirituale di un presbitero.
Nei giorni scorsi ho fatto memoria: ho trattenuto ciò che fa bene al cuore e lasciato cadere ciò che non giova e altera la verità profonda del bene condiviso.
Guardando indietro, posso affermare con umiltà che è stato un tempo di aratura profonda, a tratti dolorosa, ma orientata unicamente al bene della Chiesa, alla fedeltà al Vangelo e in risposta a quelli che mi sono sembrati i bisogni di questa Comunità concreta.
1. Il contesto iniziale: una situazione complessa e controversa
Al mio arrivo, mi sono trovato di fronte a una realtà parrocchiale segnata da marcate criticità su due fronti principali:
- Ambito amministrativo e gestionale: L’eredità trovata presentava una situazione contabile confusa, una gestione delle strutture parrocchiali carente e diverse pendenze mai regolarizzate. L’assenza di criteri di trasparenza e la sovrapposizione tra la gestione dei beni sacri e le prassi informali avevano creato un vuoto amministrativo che richiedeva un intervento immediato, strutturato e conforme alla normativa civile e canonica vigente. Ho tentato di fare quello che ho potuto, consapevole che alcuni miei interventi sono stati rigorosi, decisi e in alcuni casi eccessivi. L’aiuto prezioso degli organismi di partecipazione istituiti fin da subito è stato un forte e determinante contributo per affrontare le diverse sfide.
- Ambito pastorale: Sul piano della vita di fede, la comunità appariva frammentata, divisa in gruppi autoreferenziali ed egemonici, abituata a prassi consuetudinarie radicate ma svuotate del reale senso comunitario. Vi era una forte resistenza a forme di catechesi aggiornate e a un coinvolgimento dei laici che andasse oltre l’interesse di bottega, di fazione e, in alcuni casi, di partito. Ho riscontrato che alcune dinamiche faticano a morire, e sono ancora quelle del potere, non certamente quelle del servizio. La religione, del resto, è anche una forma di potere e molto spesso ho visto prevalere questa forza insana anziché la fede.
2. Le scelte operative e le incomprensioni sullo stile pastorale
Ho ritenuto doveroso adottare una linea d’azione improntata alla massima rigorosità, trasparenza ed esigenza pastorale, e questa linea mi ha portato a pagare un prezzo.
- Il rigore amministrativo: Subito dopo l’istituzione del Consiglio Pastorale e del Consiglio per gli Affari Economici, si è provveduto al risanamento dei conti e a regolamentare la prassi dei Comitati, che molto spesso portava ad agire a prescindere dalla natura dei festeggiamenti religiosi, nell’interesse degli stessi Comitati e non della Comunità nel suo insieme. L’operato dei due Consigli è stato prezioso e necessario per poter amministrare la parrocchia non a partire dal mio punto di vista, ma da una prospettiva rappresentativa e condivisa: quella della Comunità.
- L’esigenza pastorale: Ho chiesto un impegno serio ed esigente nei percorsi catechistici, nella preparazione ai Sacramenti e nella vita liturgica, cercando di superare la logica del “si è sempre fatto così” o delle concessioni personali, richiamando le famiglie all’esigenza di una fede che supera le consuetudini religiose. Relativamente alla catechesi, fin da subito ho riscontrato la “fuga” e la richiesta di diversi nulla osta che hanno fortemente ridotto anche la partecipazione stessa alla vita della parrocchia.
Questo stile — percepito da una parte della comunità come troppo esigente, rigido o poco incline al compromesso — ha generato incomprensioni, tensioni e, talvolta, esplicite resistenze. Sebbene a distanza di tempo riconosca che una fermezza così determinata possa essere risultata spigolosa per alcuni, essa si è resa indispensabile per garantire l’equità, salvaguardare il bene spirituale della parrocchia ed evitare il ripetersi di derive ambigue e sregolate.
3. La prova della malattia e la svolta del cuore
I frutti di questo lavoro non sono giunti senza un alto costo personale. Il carico emotivo, lo stress legato alla riorganizzazione e la fatica delle opposizioni hanno inciso profondamente sul mio stato di salute, portandomi a due ricoveri ospedalieri per delicati interventi al cuore. In quella circostanza ci siamo conosciuti davvero e vi ho riscoperto come la mia vera famiglia. Mi sono sentito amato e supportato in un momento in cui il quadro clinico appariva compromesso definitivamente.
Questi eventi sanitari non sono stati soltanto una parentesi medica, ma una tappa determinante e provvidenziale nel mio percorso umano e ministeriale:
- La fragilità fisica mi ha costretto a fermarmi, ricordandomi che la Chiesa è di Cristo e non del parroco. La malattia ha ridimensionato ogni protagonismo, insegnandomi l’abbandono alla Provvidenza e affinando il mio sguardo pastorale verso gli ammalati e i sofferenti della Comunità, che sono stati i destinatari privilegiati del mio servizio, specialmente in questi ultimi anni. Mi dispiace che tutta una serie di fattori non abbia consentito di visitarli per un saluto prima della mia partenza: per questo mi scuso e chiedo la comprensione delle famiglie.
- I lunghi periodi di assenza forzata sono stati il banco di prova per la parrocchia. La comunità si è trovata di fronte alla necessità di prendersi in carico la vita pastorale quotidiana, dimostrando che il lavoro di responsabilizzazione dei laici portato avanti con fatica stava, pur lentamente, portando i suoi frutti.
4. Il bilancio di fine mandato
Oggi lascio una parrocchia sostanzialmente diversa da quella ereditata nove anni fa: non so se migliore o peggiore, ma sono sereno nel considerarmi un “servo inutile” e consapevole che la vita della Comunità proseguirà con una nuova guida in totale libertà.
Pur sapendo che il mio stile esigente possa aver lasciato qualche ferita o incomprensione non del tutto sanata in chi cercava scorciatoie, posso dire in coscienza di aver agito per amore della verità e per il rispetto di tutti i fedeli, senza favoritismi.
Ringraziamenti e conclusioni
Desidero esprimere la mia profonda gratitudine a tutti voi per la fiducia mai venuta meno, specialmente nei momenti di maggiore prova e durante le fasi di degenza ospedaliera.
Ringrazio i collaboratori che, davanti al calo numerico (specialmente in questi ultimi anni), hanno collaborato con lealtà, perseveranza, pazienza e spirito di servizio, accettando la fatica di un cammino impegnativo. Sono consapevole che lavorare con me abbia richiesto, specialmente per chi mi è stato vicino, una pazienza e un sacrificio notevoli. Voi siete stati un grande dono di Dio per me, e credo che anche io sia stato per voi un dono di Dio, con tutti i miei limiti e le mie miserie.
Ringrazio il Signor Sindaco Luca per la sua presenza questa sera, come pure gli Amministratori Matteo e Claudia. Vi ringrazio per quello che avete fatto e state facendo per il bene di Marrubiu e perché, in un momento particolare della Comunità, avete deciso di mettervi in gioco. Provo allo stesso tempo un po’ di rammarico per le occasioni perse di una maggiore collaborazione che avrebbe portato maggiori benefici per l’intera Comunità. Ringrazio e saluto anche il Sindaco Andrea Santucciu, che mi ha accolto il 27 novembre 2017 sul sagrato della Parrocchia in un particolare momento di sofferenza per la vita della Comunità.
Chiedo perdono a chiunque possa essersi sentito ferito dal mio modo di fare o dalla mia fermezza. Da parte mia non sento di dover perdonare nessuno, perché nessuno mi ha ferito con cattiveria o in modo intenzionale.
Consegno a don Silvio una realtà non priva di sfide, ma ricca del potenziale umano e spirituale che caratterizza la Comunità di Marrubiu.
Continuerò a portare questa comunità nella mia preghiera, certo che il Signore farà fruttificare anche i semi gettati con lacrime e fatica. Mi rimarrete nel cuore. Marrubiu è una Comunità benedetta da Dio, bisognosa di stimoli per superare paure e diffidenze e aprirsi con fiducia alla vita cristiana e alla visione di una fede a servizio della nostra più profonda verità di uomini e donne: chiamati non a far parte di nessun “sistema religioso”, ma a riconoscere la presenza di Gesù che cammina con noi e ci indica meravigliosi orizzonti di bellezza e di futuro. Grazie
don Alessandro
IL GRAZIE DELLA COMUNITA’ A DON ALESSANDRO
Caro Don Alessandro,
è arrivato questo Ottobre con molta fretta , solitamente in questo periodo siamo impegnati con l avvio dell’anno pastorale ed invece quest’anno siamo stati tutti impegnati con tutto ciò che riguardava la fine del tuo ministero a Marrubiu.
I sentimenti che ci accompagnano oggi sono abbastanza contrastanti : da un lato siamo tristi da giorni e giorni, ci sentiamo smarriti e preoccupati per il futuro … d’altra parte però il sentimento più forte di oggi è la gratitudine! Siamo grati al Signore per aver benedetto la nostra Comunità con il tuo ministero. Ci hai dato tanto in questi 9 anni , ci hai dato soprattutto Gesù . Ci hai coinvolto in tutto ciò che riguarda la Parrocchia e ci hai indotto a spingerci oltre i nostri limiti sempre, ad uscire dalla nostra zona comfort , a dire Sì ai tanti servizi e momenti che ci hai fatto vivere.
Non dimenticheremo mai i momenti ordinari della liturgia ma soprattutto i momenti forti . La Pasqua, la Pentecoste ed il Natale , ci hai insegnato tanto , in alcuni casi anche a pregare. Porteremo nel cuore sempre i nostri giovedì , intorno a Gesù , quei momenti di silenzio che diventavano momenti pieni di tutto ciò che veramente serve nella vita.
Ti ringraziamo per la dedizione con cui hai curato la nostra parrocchia, per la Parola che ci hai donato con passione e per l’attenzione speciale che hai sempre riservato ai più fragili, ai malati e agli anziani. Grazie per le gioie condivise, per i momenti di festa e anche per il conforto che non hai mai fatto mancare nei momenti difficili.
Ti chiediamo perdono se talvolta ci sono state delle incomprensioni ma come in ogni vera famiglia c è sempre stata la volontà di superarle.
Custodiremo nel cuore tutto quello che in questi anni abbiamo vissuto, tutto quello che con te abbiamo imparato con la speranza che la nostra Comunità resti salda nella fede e nel cammino condiviso.
Continueremo a pregare per Te affidandoti alla Vergine dì Montserrat che siamo sicuri ti è diventata tanto cara.
Ti affidiamo a Gesù nostro Salvatore, certi che saremo sempre in Comunione anche se tu non sarai fisicamente presente.
Ti auguriamo tutto ciò che desideri per il futuro e saremo per sempre la tua casa ogni volta che vorrai.
Siamo tutti nelle mani di Dio, e per questo meglio di così non potrebbe andare.
Con tanto affetto e stima
La Comunità parrocchiale di Marrubiu

























