Maria Madre della Chiesa e la Pentecoste

«La Vergine non solo
è stata la madre della Chiesa
nella solitudine del Cenacolo,
ma le ha anche ottenuto
il battesimo dello Spirito Santo».

(Beato Edoardo Giuseppe Rosaz)

C’è un momento, sul Calvario, in cui Gesù appeso alla Croce compie un gesto di un’umanità e di una tenerezza disarmanti.
Nel culmine del dolore, non pensa a Se stesso; pensa a noi. Guarda Maria e guarda Giovanni, e in quel “Ecco tuo figlio… Ecco tua madre”, ci affida gli uni agli altri. Non ci sta dando un comando formale; ci sta consegnando un rifugio. Ci sta dicendo che nel viaggio della vita, spesso faticoso e incerto, non saremo mai orfani.

Il Beato Rosaz illumina questo mistero con parole meravigliose, definendo Maria la “madre della Chiesa”, colei che la custodisce.

Ed è proprio così. Proviamo a immaginarla nella solitudine del Cenacolo, nei giorni sospesi e carichi di paura che seguirono la Resurrezione. Gli apostoli erano smarriti, chiusi a chiave per il timore di tutte le cose che stavano accadendo. E lei era lì. Non parlava con formule teologiche, ma custodiva. Nutriva la loro fede vacillante con la sua sola presenza, con il suo silenzio pieno di speranza, con quel “sì” detto a Nazaret che continuava a risuonare anche nel buio.

Maria è colei che tiene unite le tessere di un mosaico che rischiava di andare in frantumi. Con la sua preghiera instancabile, ha quasi “costretto” il Cielo ad aprirsi, ottenendo per quella Chiesa nascente il battesimo dello Spirito Santo, il fuoco che avrebbe dato loro il coraggio di uscire nel mondo.

Affidarsi a Maria oggi significa fare spazio a questa storia nella nostra vita quotidiana. Significa smettere di voler fare tutto da soli, deporre le nostre ansie e i nostri fallimenti nelle mani di chi sa come cullare il dolore. Quando Gesù dalla Croce ci ha chiesto di prendere sua Madre con noi, sapeva che avremmo avuto bisogno di quel nutrimento fatto di pazienza, di ascolto e di fiducia incrollabile.

Affidarsi non è un atto di debolezza, ma il coraggio di un figlio che si lascia guidare. Perché se la Vergine è stata capace di trasformare la paura del Cenacolo nel coraggio della Pentecoste, saprà certamente prendere le nostre solitudini e trasformarle, ancora una volta, in un luogo di rinascita.

Sr. Gabriella Ibba