Il cammino vocazionale di Matteo Lutzu e il dono dell’accolitato

Sabato 9 maggio 2026, nella cappella del Seminario Regionale, di Cagliari, Matteo Lutzu, seminarista della nostra diocesi Arborense, ha ricevuto il ministero dell’accolitato insieme ad altri suoi compagni.

La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo di Cagliari mons. Giuseppe Baturi.

La nostra Comunità, insieme a tutta la nostra diocesi, ringrazia Dio per il dono della vocazione di Matteo e gli augura di lasciarsi guidare dalla Parola di Dio e di rispondere ad essa con rinnovata fiducia in tutti i momenti e le stagioni della sua vita.

il ministero dell’accolitato

Partiamo dal significato della parola “accolito”: “accompagnatore” e “aiutante”, inteso come servizio di sostegno alla liturgia. L‘Accolito è istituito per aiutare il Diacono e per fare da ministro al Sacerdote. È dunque suo compito curare il servizio dell’altare, aiutare il Diacono e il Sacerdote nelle azioni liturgiche, specialmente nella celebrazione della Santa Messa; inoltre, distribuire, come ministro straordinario, la Santa Comunione. Durante il rito di istituzione dell’accolito al candidato vengono consegnati la patena e il calice, quali simbolo del servizio che l’accolito presterà all’altare e del duplice incarico di distribuire la Santa Comunione come ministro straordinario dell’Eucaristia e di guidare le adorazioni eucaristiche.

Per poter comprendere, meglio, il ruolo di questa “figura”, attingiamo dal Messale Romano: “Nella processione all’altare, l’accolito può portare la croce, affiancato da due ministri con i ceri accesi. Giunto all’altare, colloca la croce presso l’altare, affinchè sia la croce dell’altare, altrimenti la ripone in un luogo degno. Quindi va al suo posto in presbiterio.(…) Durante l’intera celebrazione, è compito dell’accolito accostarsi, all’occorrenza, al sacerdote o al diacono per presentare loro il libro o per aiutarli in tutto ciò che è necessario. Conviene pertanto che, per quanto possibile, occupi un posto dal quale svolgere comodamente il suo compito, sia alla sede che all’altare”. Ma, un ruolo importante, lo troviamo al momento della cosiddetta “Liturgia eucaristica”.