Il ringraziamento di sr. Gabriella Ibba, nostra compaesana e della Madre generale

Carissimi amici della comunità di Marrubiu,
sono rientrata in Fraternità a Susa con il cuore colmo di una gratitudine difficile da tradurre in parole.
La settimana trascorsa tra voi è stata un vortice di emozioni: rivedere i vostri volti dopo vent’anni non è stato un semplice esercizio di memoria, ma una vera esperienza di grazia che mi ha rigenerato l’anima.
Nel riabbracciarvi, ho sentito forte il legame speciale che unisce la mia congregazione, le Suore Francescane Missionarie
di Susa, a questa terra.

Marrubiu ha donato alla nostra famiglia religiosa ben otto suore: quattro sono già in cielo – Suor Armida e Suor Paolina Spiga, Suor Generosa Cicu, Suor Grazia Pompianu – e oggi siamo rimaste in quattro a portare avanti questa eredità. Insieme a me, vi portano nel cuore e nella preghiera Suor Antonina Spiga, Suor Giacomina Scanu (che avete visto in questi giorni) e Suor Damiana Zedda.
Ho ritrovato una comunità viva, unita e capace di camminare con vigore nello Spirito. Percepisco chiaramente il lavoro e la
cura che ci sono dietro questa armonia: un impegno costante nel coltivare i legami che vi permette di restare saldi.
Vi incoraggio a proseguire con questa dedizione, affinché il vostro cammino sia sempre guidato da questa preziosa cura
reciproca.
Porto con me la commozione di questi giorni non solo come un ricordo, ma come un dono da meditare per trarne il
messaggio che Dio ha pensato per il mio cammino spirituale. Questa vostra testimonianza d’amore diventa per me una
nuova luce. Alcuni momenti, in particolare, mi hanno segnata profondamente: L’ascolto e la preghiera insieme: quando mi avete chiesto di preparare la Lectio e la riflessione per la vestizione della Madonna di Zuradili, non immaginavo che sarei stata io a ricevere così tanto. Mi ha toccato il cuore la qualità del vostro silenzio “pieno”, che ha permesso alla Parola di scendere nel profondo. Vedere i vostri occhi lucidi mi ha dato una certezza: la fame di Dio è l’unico desiderio che gli anni non possono spegnere, ma che anzi ci tiene giovani nello spirito.
Il cammino nelle case: accompagnare i Ministri dell’Eucaristia dai malati è stato un vero “pellegrinaggio del cuore”.
Ho toccato con mano una sofferenza che sento vicina, vivendo io stessa la preoccupazione per la salute di alcuni dei miei
familiari. In quei volti ho visto che la nostra fragilità, se condivisa, non ci spaventa più ma ci unisce in un abbraccio
che profuma di Vangelo. Le vette di due montagne: ricordare il transito del Beato Rosaz e pregare il Rosario insieme è stato come tracciare un ponte invisibile. Abbiamo affidato le nostre intenzioni alle “due Madonne”, quella del Rocciamelone e quella di Zuradili. È stato suggestivo pensare a come la fede ci unisca in un solo sguardo materno, che ci aiuta a salire verso la vetta della santità.

Il ricordo di chi ci ha preceduto: la sosta al cimitero, davanti alle tombe dei miei cari e di tante persone e giovani che ho
conosciuto, è stata un’emozione acuta. Nel silenzio, ho sentito forte quanto la vita sia un dono immenso, da amare e
custodire in ogni istante. Questo ricordo è una spinta a camminare con ancora più slancio, onorando la vita anche per
chi non c’è più.
Ad essere sincera, non avrei mai immaginato di aver lasciato un segno così profondo. Sentirmi dire: «Conservo ancora i tuoi
lavoretti», oppure: «Ti ricordi quando venivamo dal dentista?», è stata una lezione di umiltà. Mi avete insegnato che il bene
seminato in silenzio mette radici che nulla può estirpare. Questa è stata l’occasione per ricordarmi quanto sia importante lasciarsi sorprendere da Dio: noi mettiamo un piccolo seme e Lui lo fa fiorire quando meno ce lo aspettiamo.

Ogni piccolo gesto d’amore resta custodito nel cuore di Dio e diventa un filo invisibile che ci tiene uniti oltre il tempo e lo
spazio. La distanza fisica non deve spaventarci: siamo parte di un unico grande cammino che non si interrompe con la mia
partenza.

Grazie di cuore per avermi fatta sentire, ancora una volta, “parte di voi”. Affido al Signore le fatiche della vostra
comunità, la salute dei sofferenti e il riposo di chi ci guarda dal Cielo.
Restiamo uniti nella preghiera e nella carità, certi che nulla di ciò che è fatto per amore andrà mai perduto
.

Con affetto immenso,

Suor Gabriella
insieme a Suor Antonina, Suor Giacomina e Suor Damiana