
In preparazione alla festa di Santa Maria di Zuradili, vogliamo prepararci a vivere il senso cristiano della festa con tre appuntamenti significativi.
mercoledì 29 aprile 2026: la preghiera di adorazione e la lectio divina
Il Dio in cui crediamo è un Dio che parla e agisce e agisce nello stesso momento in cui parla.
La lectio Divina proposta da Suor Gabriella sul capitolo 18 del libro dell’Apocalisse, ci ha introdotti a riconoscere la presenza viva di Gesù risorto in mezzo a noi, presenza che spazza via e distrugge ogni vortice idolatrico in noi stessi.
giovedì 30 aprile: la vestizione del similacro di santa maria di zuradili
L’usanza recente di vestire il simulacro di Santa Maria di Zuradili con i vestiti della festa, ci rimanda al significato dell’abito nella Bibbia. Il vestito è un simbolo ricco di sfumature: rappresenta la dignità, regale, sacerdotale, oppure profetica; l’abito di cui si riveste il credente è tessuto di atteggiamenti evangelici: la misericordia, la bontà, l’umiltà. Il vestito nella Bibbia è simbolo d’identità, dignità, condizione e indica ciò che si ha nel cuore.
Nei racconti della creazione, Dio veste Adamo ed Eva, i quali, dopo avere commesso il peccato, si accorsero di essere nudi. La nudità che, in questo caso, genera vergogna, indica l’esperienza della fragilità umana, della miseria provocata dal peccato che rompe le relazioni con Dio e fa perdere la trasparenza di figli del Creatore.
L’apostolo Paolo esorta i battezzati a ‘indossare Cristo’. Ciò significa che Cristo Gesù deve potersi vedere nel cristiano così come si vede il vestito. Esso indica all’esterno ciò che riempie il cuore. Il cristiano, infatti, con i suoi comportamenti esprime i valori di Cristo che lo abitano e sono tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, magnanimità, misericordia, bontà (Col 3,12; cfr. Gal 3, 26-29; Rom 13,14). Coloro che non hanno per vestito l’abito nuziale non possono partecipare alla festa (Mt 22,11-12).
Nell’Apocalisse, ultimo libro della Bibbia, la veste è il segno dei martiri (Ap 6,11), ma anche della folla immensa, che nessuno poteva contare, il cui abito è lavato nel sangue dell’Agnello (Ap 7,9.13-14; cfr. Ap.22,24); gli angeli, pure, sono vestiti di lino puro, che indica la funzione sacerdotale che stanno per compiere (15,5); il vestito di lino puro splendente di gran pregio contrasta con l’abbigliamento sfarzoso e scintillante della meretrice (17,4; 18,16). L’apocalisse inoltre descrive una donna vestita di sole (12,1) che nel linguaggio biblico indica bellezza che esprime Dio. Questa donna che rappresenta la Chiesa, e anche immagine di Maria la madre di Gesù. Ella, a sua volta, nella sua identità profonda di presenza di Cristo nella storia, che genera figli di Dio.
venerdì 1° maggio, apertura del mese di maggio e giornata degli infermi
Apriremo il mese di maggio, dedicato al culto della vergine Maria.
Vogliamo condividere con i fratelli e le sorelle inferme della Comunità la nostra affettuosa vicinanza con la preghiera del rosario e invocare Maria con questo titolo: salute degli infermi!
Durante la celebrazione dell’eucarestia amministreremo il sacramento dell’Unzione degli infermi ai fratelli e alle sorelle che ne faranno richiesta.
In questo sacramento di guarigione si esprime la forza dell’amore di Dio che guarisce le infermità del corpo e dello spirito e, attraverso lo Spirito Santo trasmette la consolazione di Dio che aiuta a credere e a sperare contro ogni umana evidenza.
confessioni
La presenza di don Gabriel in questi giorni sarà, per chi lo desidera un riferimento prezioso per colloqui e per celebrare il sacramento della Riconciliazione come appuntamento risanante con l’Amore di Dio.

























