La professione di Sandro Pani nella Confraternita della Madonna del Rosario.

Domenica 23 aprile, V di Pasqua, la Confraternita della Madonna del Rosario, ha gioito per la professione perpetua di Sandro Pani.

Accompagnato da priore Pino Arrigo, da tutti i membri della Confraternita, dalla moglie Anna Maria e dalle figlie Ursula e Valentina, Sandro, visibilmente commosso, ha emesso la sua professione perpetua affidandosi al’intercessione della Madonna del Rimedio.

In un generale contesto di crisi nella Chiesa, la presenza numerica dei Confratelli nella nostra Cmunità, oggi fortemente ridotta, ci interroga sul senso di questa presenza.

Lo statuto diocesano delle Confraternite prescrive che il confratello deve “promuovere tra i soci una vita esemplarmente cristiana mediante l’ascolto della Parola di Dio”; “curare la dignità del culto e l’animazione delle celebrazioni liturgiche”; “contribuire alla realizzazione della comunione fraterna per far crescere la comunione ecclesiale”; nonché “intensificare la presenza nella società a servizio dell’uomo per costruire condizioni di vita più giuste e fraterne”.

Alla luce di queste indicazioni statutarie è compito delle confraternite: aiutare i propri membri a crescere verso la perfezione della vita cristiana, incoraggiando una perfetta sintonia tra la vita pratica e la professione di fede; accogliere e proclamare la verità di fede e di morale autenticamente interpretata dal magistero della Chiesa; contribuire alla realizzazione della comunione fraterna per far crescere la comunione ecclesiale; mostrare grande sollecitudine per la missione di evangelizzazione e santificazione della Chiesa; intensificare la presenza nella società a servizio dell’uomo per costruire condizioni di vita più giuste e fraterne anche attraverso l’esercizio cristianamente ispirato della cosa pubblica; promuovere nello spirito del volontariato la solidarietà umana e cristiana con opportune iniziative socio-caritative; collaborare con l’Arcivescovo e con il suo Presbiterio nella realizzazione dei piani e programmi pastorali della comunità diocesana. Il singolo confratello è tenuto ad accostarsi con frequenza ai sacramenti, partecipare alla celebrazione domenicale dell’Eucaristia e a tutti i momenti formativi e celebrativi della parrocchia, a frequentare la catechesi parrocchiale e quella specifica della confraternita, che deve essere almeno mensile, a prendere parte alle processioni ordinarie e straordinarie, indossando l’abito proprio della confraternita o il relativo segno di distinzione, a partecipare in modo particolare al Convegno Diocesano delle Confraternite. (Dagli Atti del IV Sinodo Diocesano, Chiesa tra la gente).

Vogliamo augurare al caro Sandro e a tutta la Confraternita, un forte desiderio di servire e amare la Comunità parrocchiale, manifestazione concreta e visibile della Chiesa di Gesù.
Siamo consapevoli che ciò che conta in fondo non è fare grandi cose, ma condividere, in semplicità, il dono della fede per permettere a Dio di agire nella nostra storia servendosi di ciascuno di noi, comprese le nostre fragilità e debolezze.

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