Settimana della Carità.

Nel nostro cammino verso la Pasqua, siamo invitati a esprimere, in modo concreto, la condivisione della nostra povertà nei confronti di famiglie che hanno bisogno del nostro aiuto.

Non chiudiamo il cuore a questi richiami!

In tempo di forti difficoltà causate dalla pandemia, la testimonianza della Carità è richiamo a riconoscere la presenza di Gesù vivo, misteriosamente presente in mezzo a noi.

Oltre alle offerte, si propone la raccolta di viveri di prima necessità che possiamo depositare nella cappella del Sacro Cuore.

Siamo invitati a condividere non tanto il nostro sovrappiù ma la nostra povertà!

 “È il miracolo della vita, della nostra vita, che così – quando sogna di essere salvata tutta e fino in fondo – ha sempre sognato di essere salvata: come cioè è, si scopre in presenza di sé stessa come viva coscienza presente a sé nella sua carne, vivente spirito incarnato.

La carezza di una parola può essere data anche in lontananza, affidata alla scrittura o a un segnale comunque differito, così come il senso di uno sguardo. Ma la parola di una carezza può essere data solo in presenza. Nel vivo contatto di una mano. E ognuno che ha dato almeno una volta un bacio, sa come l’anima esce da sé per incontrarne un’altra. Paradossalmente è proprio il corpo che muore il vero argine all’umano non ‘telematico’, il pegno del corpo vivo di spirito che siamo”.

(E. Mazzarella, Dopo la pandemia: due riflessioni, in: Pandemia e resilienza, Ed. CNR 2020).